mattia's profileLA SCOMPARSA DEL GIORNAL...BlogListsNetwork Tools Help

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    July 08

    Senza parole

    Cosa vuoi scrivere davanti a tutto ciò?
    TUtte le nostre paure, i nostri incubi, si stanno avverando a poco a poco.
    Questo paese sta andando indietro nel tempo, precisamente circa di sessanta/settant'anni.
    Con l'avvento di Alemanno ci eravamo preoccupati:i fascisti a Roma! Poveri illusi, i veri fascisti si stavano preparando ai grandi fuochi d'artificio di questi mesi.
    Esercito, leggi razziali, informazione, magistratura, impunità.
    COse fare per fermare tutto questo? Grotondi, manifestazioni, dialogo???
    La verità è che prima della pausa estiva Berlusconi riuscirà ad ottenere tutto quello che non ha ottenuto in questi 14 anni e che sempre desiderava: la libertà.
    Ci ha fatto un partito, ci ha fatto slogan, ci ha fatto circoli, televisioni, meeting: ora ce l'ha fatta!!
    Ora, salvo imprevisti hollywoodiani, è libero di dire e fare quello che vuole.
    Mai più un processo, mai più un'intercettazione, mai più una denuncia, nulla. Praticamente un Luigi XIV trapiantato nel 2008.
    Sfido chiunque in questo momento a darmi una buona ragione per non tornare a nuove elezioni e fermare questo scempio della democrazia. Fermare quest'uomo che si è posto sopra il popolo, la legge e la Costituzione, che va in giro per il mondo a raccontare favole e a dipingersi come il più grande perseguitato della storia italiana, dopo Andreotti ovviamente.
    E a noi che ci resta?
    A noi non resta che sperare in un quache evento sopvrannaturale, o nel Presidente della Repubblica. Vista la situazione, invoco una fulminazione rapida e indolore.
    L'opposizione? Un uomo solo al comando di un piccolo battaglione che lotta contro un avversario insormontabile: l'indifferenza. L'indifferenza della gente, che si ostina a dipingere quell'uomo come un martire, che ancora crede che a lui stia veramente a cuore lo sorte di Napoli, degli Italiani, della nostra reputazione come democrazia.
    Tanto a spostare l'attenzione sul primo rumeno o albanese che passa ci vuole un attimo, sti bastardi ladri e fancazzisti. Ma si, facciamoli schedare, li sbaracchiamo e poi li buttiamo fuori, così la palla passa ad un altro. Non li si può buttare fuori? Li chiudiamo per più di due anni in una specie di carcere senza condizioni elementari di sopravvivenza, stipati come animali senza sapere cosa li attende.
    La sicurezza, ecco il fine di ogni cosa. Noi non siamo sicuri, abbiamo paura, non riusciamo a dormire, l'uomo nero (o castano chiaro, dipende) è sempre li fuori pronto per ammazzarci, rubare, stuprare, commettere ogni atroce delitto immaginabile. Soluzione? Prendiamo tremila militari e li facciamo passeggiare in città, schediamo un'intera etnia e minoranza nazionale, e creiamo una campagna d'odio che dia ragione agli psicolabili in giro per bruciare e devastare alla cieca, senza un obiettivo preciso. Ora siamo molto più sicuri, problema risolto.
    Il metodo è semplice. Vedi rifiuti.
    CHe facciamo coi rifiuti? Andiamo in giro a dire che il presidente va ogni settimana a Napoli, come se fosse Gesù Cristo che guarisce i lebbrosi toccandoli.
    COstruiamo un pò di inceneritori, giusto per far ammalare di tumore qualche migliaio in più di persone, obblighiamo la gente a vivere a 100 metri da distese di montagne di rifiuti, spacciate come legali. Qualcuno non è d'accordo? Provi a dialogare, un pò alla Veltroni, con qualche tuta mimetizzante, con gli amici mitra e pistola.
    Tutto questo per la Salute della città, cari creduloni che non siete altro.
    Qualcuno non è d'accordo con il presidente? Tanto non ci si può fare niente, d'altronde è sceso in campo per noi, e finchè non sarà convinto di averci salvati, non si ritirerà.
    Beh, dopotutto un lato positivo c'è: una persona è riuscita a salvarsi. GLi altri sessanta milioni possono essere ottimisti.
    May 05

    Dove sono finiti..

    Dove sono finiti i rifiuti di Napoli..
    Dove sono finiti i morti sul lavoro..
    Dove sono finite le polemiche sui parlamentari con problemi di giustizia..
    Dov'e finito Beppe Grillo e il milione e mezzo di firme raccolte..
    Dove sono finite le rapine..
    Dove sono finiti gli stupri..
    Dove sono finiti i saluti fascisti per Alemanno..
    Dove sono finiti i clandestini..
    Dove sono finiti i rom..
    Dove è finito il referendum di legge elettorale..
    Dove sono finite le condanne di Dell'Utri e Cuffaro..
    Dov'e finito il partito democratico..
    Dov'e finita Alitalia..
    Siamo un pò come Alice nel paese delle meraviglie..
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    April 13

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(Sin-Arc)/(Partito Socialista)

    Sinistra Arcobaleno (3)

    Caruso Francesco (Prc):

    Alcune condanne, arresti e processi per manifestazioni, «espropri proletari» e altre iniziative

    «antagoniste». Caruso viene arrestato a Cosenza nel novembre 2003 insieme a una ventina di compagni per reati politici

    gravissimi (che paiono francamente eccessivi), come l’associazione eversiva finalizzata alla sovversione dell’ordine

    democratico ed economico del paese, per il ruolo avuto durante le manifestazioni «no global» di Napoli nel 2000 e durante il

    G8 di Genova nel 2001 alla guida della «Rete Meridionale del Sud Ribelle». Il Tribunale del Riesame annulla poi quelle

    ordinanze, ma nel luglio 2004 Caruso viene rinviato a giudizio dinanzi alla Corte d’assise di Cosenza per associazione

    sovversiva, cospirazione politica e attentato agli organi costituzionali dello Stato. Nel gennaio del 2008, l’accusa ha chiesto di

    condannarlo a 6 anni e l’Avvocatura dello Stato ha avanzato una richiesta di 5 milioni di euro per «danni all’immagine dello

    Stato italiano». Caruso è anche imputato ad Acerra per estorsione aggravata per aver organizzato un’azione dimostrativa in un

    supermercato, bloccando le casse e ottenendo dalla direzione un quintale di pasta da distribuire gratis alla povera gente. Nel

    1996 un giovanissimo Caruso e altre sei persone si oppongono allo sgombero della sala studio universitaria di Bologna in via

    Zamboni 36: per questo, nel 2003, Francesco viene condannato a 10 mesi per aggressione a un poliziotto e interruzione di

    pubblico servizio a 10 mesi, ma poi in appello il reato cade in prescrizione, grazie alla concessione delle attenuanti generiche.

    Ancora sotto processo per gli scontri di piazza del 17 marzo 2001, nel 2007 è stato condannato a 3 anni e 4 mesi per

    un’irruzione con un centinaio di manifestanti no global all’Ipercoop di Afragola. In tutti i procedimenti penali a suo carico, non

    si è mai avvalso dell’immunità parlamentare.

    Farina Daniele (Prc): Più volte arrestato e fermato per reati legati alla sua attività politica nel Leoncavallo. È stato condannato

    definitivamente tre volte. La prima condanna, del 1989, è a 1 anno e 6 mesi per fabbricazione, detenzione e porto abusivo di

    ordigni esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale (manifestazione antifascista dei collettivi universitari – a Milano nel 1985;

    scontri davanti alla centrale nucleare di Montalto di Castro nel 1986): tutti reati poi coperti da amnistia. La seconda, del 1998, a

    10 mesi per lesioni personali gravi (scontri tra servizi d’ordine sindacale e Leoncavallo-Milano 1991). La terza, del 2001, per

    inosservanza degli ordini dell’autorità, cioè delle ordinanze di Marco Formentini, sindaco di Milano, sui concerti al

    Leoncavallo nei primi anni Novanta. Appena eletto, la Camera l’ha subito sistemato come vicepresidente unico della

    commissione Giustizia della Camera. Ora è ricandidato con l’Arcobaleno.

    Pecoraro Scanio Alfonso (Verdi): Ministro dell’Ambiente e leader dei Verdi, è indagato per associazione per delinquere e

    corruzione dinanzi alla Procura di Roma, che nel marzo del 2008 ha ereditato il fascicolo per competenza dal pm potentino

    Henry John Woodcock. Probabile che il fascicolo passi al Tribunale dei ministri, competente sui reati ministeriali. L’ipotesi

    d’accusa, emersa da intercettazioni avviate nell’inchiesta su Corona-Vallettopoli e approfondita dai Carabinieri del Noe

    (diretto dal celebre Capitano “Ultimo”), è che il ministro si sia fatto pagare vacanze all’estero, viaggi in aereo e in elicottero,

    soggiorni in hotel di extralusso (per esempio il Town House di piazza Duomo a Milano, 7 stelle), telefonini e altri regali da

    alcuni imprenditori interessati ad appalti per lo smaltimento di rifiuti della Campania, a bonificare alcune aree inquinate della

    Basilicata e a ottenere incarichi per organizzare le trasferte del Ministero. L’agenzia turistica Visetur avrebbe saldato il conto

    del soggiorno natalizio di Pecoraro al Town House, mentre il fratello avvocato del titolare veniva inserito fra i consulenti del

    Ministero e la ditta otteneva l’appalto per occuparsi di alcune trasferte ministeriali. Pecoraro s’è proclamato innocente e ha

    annunciato la rinuncia a ogni tipo di immunità. Anche suo fratello Marco, senatore uscente dei Verdi (non ricandidato), è

    indagato con le stesse ipotesi d’accusa.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

    15

    Partito Socialista (3)

    Craxi Vittorio detto Bobo: Condannato nel 1999 dal Tribunale di Brescia per diffamazione aggravata ai danni del procuratore

    generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, a 1 mese di reclusione e 25 milioni di lire tra riparazione pecuniaria e

    risarcimento del danno, si è salvato in appello grazie alla prescrizione. In un’intervista del 18 febbraio 1996 al «Corriere della

    Sera», aveva affermato: «Ricordo bene quando, nel 1990, Borrelli bussò alla porta di Pillitteri perché lo aiutasse a diventare

    procuratore capo di Milano». Una menzogna assoluta, riconosciuta come «diffamatoria e lesiva dell’onore e della reputazione

    di indipendenza» di Borrelli anche dalla Corte d’appello di Brescia che, pur applicando la prescrizione, ha confermato la

    condanna ai risarcimenti e al pagamento delle spese legali, con una sentenza divenuta definitiva nell’ottobre del 2007 per

    mancanza di ricorso in Cassazione da parte di Craxi junior. Il quale, divenuto sottosegretario, non ha mai pagato una lira né un

    euro, infischiandosene della sentenza.

    De Michelis Gianni:

    Ha patteggiato due condanne, rispettivamente 1 anno e 6 mesi per corruzione e 6 mesi per finanziamento

    illecito, per le tangenti sugli appalti delle autostrade del Veneto e per la sua parte della maxitangente Enimont. Rubava per il

    partito? No, per sé, come ha voluto mettere nero su bianco il Tribunale di Venezia, per tagliar corto con le solite favole sui

    «costi della politica» e magari «della democrazia». De Michelis prendeva tangenti «per alimentare il suo principesco stile di

    vita sia pubblico sia privato».

    Ricca Luigi Sergio: Ex presidente socialista della Provincia di Torino, nel giugno 1995 viene indagato per corruzione e si

    salva dall’arresto solo perché è convalescente dopo un grave incidente d’auto: interrogato in Procura, confessa di aver diviso

    con Giusy La Ganga una tangente di 120 milioni di lire versatagli da Lorenzo Silva, agente dell’Ina-Assitalia, per ottenere il

    rinnovo dei contratti assicurativi degli stabili della Provincia. “Misi 60 milioni in una busta – racconta - e li consegnai a La

    Ganga nella sede del Psi torinese: fu proprio La Ganga a indicarmi il cassetto dove depositare il plico. Altri 40 milioni sono

    andati all’ex assessore Ivan Grotto”. Grotto, arrestato come La Ganga, racconta pure che la giunta provinciale organizzò una

    colletta per aiutarlo a pagare 10 milioni di risarcimento danni alla stessa provincia a cui era stato condannato in seguito a un

    patteggiamento per truffa: Ricca fu il primo a mettere mano al portafogli, sborsando un milione. Ricca ha patteggiato la pena

    per finanziamento illecito e ora è candidato con il PS di Boselli.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(Pd)

    Partito democratico (18)

    Benvenuto Romolo:

    Ex Margherita, condannato in primo grado nel 1999 a 140 mila lire di ammenda per percosse all’ex

    convivente. I fatti risalgono alla metà degli anni Novanta. Il legame fra i due si era ormai deteriorato. L’uomo politico pensò

    bene di concluderlo a ceffoni. La donna lo denunciò e ne ottenne la condanna. In appello, poi, Benvenuto chiese scusa e risarcì

    il danno, ottenendo la rimessione di querela, il «non luogo a procedere» e l’estinzione del reato.

    Bubbico Filippo: Ex Ds, rinviato a giudizio e poi assolto in primo grado per abuso d’ufficio nel processo sulla defenestrazione

    del direttore generale dell’Asl di Venosa (Potenza); indagato a Catanzaro dal pm Luigi De Magistris per truffa aggravata

    all’Unione europea in un’inchiesta su 20 miliardi di lire di fondi comunitari stanziati per un progetto di bachicoltura in

    Basilicata mai decollato; indagato ancora a Catanzaro nell’inchiesta «Toghe lucane» del pm De Magistris con le accuse di

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    associazione per delinquere, abuso e truffa in relazione a diverse operazioni del presunto «comitato d’affari» lucano nella

    sanità e nei finanziamenti europei a villaggi turistici in Basilicata.

    Carra Enzo:

    Ex Dc ed ex Margherita, condannato in via definitiva a 1 anno e 4 mesi per false dichiarazioni al pubblico

    ministero. Per i giudici, Carra è un falso testimone che, con il suo «comportamento omertoso» e la sua «grave condotta

    antigiuridica», ha giurato il falso dinanzi al pool di Milano nel 1993, tentando di «assicurare l’impunità a colpevoli di

    corruzione, falso in bilancio e finanziamento illecito» nella maxitangente Enimont.

    Castagnetti Pierluigi:

    Ex Dc ed ex Margherita, ha una prescrizione per corruzione. Il 5 dicembre 2002 il pm di Ancona Paolo

    Gubinelli ha chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione, accusandolo di aver ricevuto una tangente di 15 milioni di lire nel

    1991-92 dall’imprenditore anconetano Luigi Marrino in cambio del decreto di concessione dell’Istituto vendite giudiziarie.

    Secondo l’accusa, Castagnetti – all’epoca capo della segreteria politica del segretario Dc Mino Martinazzoli – avrebbe

    accettato quel denaro «per compiere atti contrari ai doveri del suo ufficio rivestito» nell’interesse non solo di Marrino, ma

    anche di un monsignore di Reggio Emilia, Pietro Iotti, che aspirava a ottenere una quota dell’Ivg. Ma il 15 aprile 2003 il gup

    Sante Bascucci gli concede le attenuanti generiche e dichiara così prescritto il reato.

    Cocilovo Luigi:

    Ex Dc ed ex Margherita, rinviato a giudizio a Palermo per corruzione, viene assolto nel 2002 pur essendo

    ritenuto responsabile del reato, cioè di una mazzetta di 350 milioni versatagli da un imprenditore edile del Ragusano,

    Domenico Mollica, in cambio della “pace sindacale” nei suoi cantieri. Colpevole, ma assolto: com’è possibile? Semplice. Il

    Tribunale e poi la Corte d’appello di Palermo, in base alla cosiddetta legge costituzionale del «giusto processo», sono costretti

    a cestinare la confessione dell’imprenditore che l’aveva corrotto: utilizzata per condannare Mollica per aver corrotto Cocilovo,

    non può essere usata per condannare Cocilovo per essere stato corrotto da Mollica. Motivo: è stata resa dinanzi al pm, ma non

    ripetuta in tribunale, dunque inutilizzabile nei confronti di terze persone. Che però Cocilovo si sia fatto corrompere, i giudici

    del Tribunale lo ritengono più che assodato, tant’è che lo definiscono «collettore di tangenti... disposto a concedere favori

    sindacali».

    Crisafulli Vladimiro: Ex Ds, ha visto finire in archivio l’indagine a suo carico per concorso esterno in associazione mafiosa

    alla Procura di Caltanissetta, nata dal del filmato dei carabinieri che lo ritraeva in un hotel di Pergusa mentre abbracciava e

    baciava il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua, e discuteva con lui di appalti pubblici, assunzioni e favori vari; in un’altra

    indagine, aperta per rivelazione di segreti d’ufficio dalla Procura di Messina, la sua posizione è stata stralciata con richiesta di

    archiviazione al gip, che non s’è ancora pronunciato.

    Cusumano Stefano:

    Ex Dc, nel 1999 quand’era sottosegretario al Tesoro per l’Udeur nel governo D’Alema, ma non

    parlamentare, fu arrestato a Catania per concorso esterno in associazione mafiosa e turbativa d’asta nell’indagine sugli appalti

    truccati da 120 miliardi di lire per la costruzione dell’ospedale Garibaldi; il 13 aprile 2007 è stato assolto dall’accusa di mafia,

    mentre la turbativa d’asta è caduta in prescrizione.

    D’Alema Massimo:

    Ex Ds, s’è salvato per prescrizione del reato (accertato) di finanziamento illecito nel processo a proposito

    di 20 milioni di lire in nero versatigli nel corso di una cena, negli anni 80, dal boss delle cliniche Francesco Cavallari, legato

    alla Sacra corona unita; ha poi avuto un’archiviazione a Reggio Emilia per i presunti fondi neri incamerati dal Pci-Pds;

    archiviata a Roma anche l’inchiesta per finanziamento illecito nata a Venezia, che lo vedeva indagato con Achille Occhetto e

    con Bettino Craxi; a Parma invece, dove Calisto Tanzi sosteneva di averlo finanziato con inserzioni pubblicitarie sulla rivista

    della sua fondazione Italianieuropei, D’Alema è rimasto un semplice testimone; infine la Procura di Milano sta ancora

    vagliando la sua posizione nell’ambito delle indagini sulla scalata dell’Unipol alla Bnl di Consorte nell’estate del 2005: il gip

    Clementina Forleo, che ipotizzava un suo concorso nell’aggiotaggio di Consorte, ha trasmesso gli atti alla Procura, sostenendo

    che non è necessario il permesso del Parlamento europeo per usare nei suoi confronti le famose intercettazioni telefoniche.

    De Filippo Vito: Ex Margherita, indagato e arrestato nel 2002 nell’inchiesta del pm Woodcock, che chiedeva di condannarlo a

    1 anno e 6 mesi per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta (presunte mazzette pagate

    dalla ditta De Sio per vincere appalti da enti come Inail ed Eni-Agip in Val d’Agri), De Filippo viene assolto alla fine del 2004

    insieme ad altri politici coinvolti (mentre vengono rinviati a giudizio gli imprenditori presunti corruttori); indagato nel 2004,

    sempre a Potenza, per associazione a delinquere di stampo mafioso, scambio elettorale politico-mafioso, corruzione e turbativa

    d’asta per presunti rapporti con esponenti della cosche della ’ndrangheta e poi archiviato in fase d’indagine; rinviato a giudizio

    e assolto dall’accusa di abuso d’ufficio per uno scandalo della sanità. A quest’ultimo proposito, come per il suo coimputato

    Bubbico, il pm chiede la condanna sua (e di altri 10 imputati) a 1 anno e 8 mesi per aver cacciato nel 2001 dalla direzione

    generale dell’Asl 1 di Venosa (Potenza) Giuseppe Panio e averlo sostituito a Giancarlo Vainieri, gradito alla giunta e in

    particolare ai Ds, sebbene i giudici del lavoro avessero reintegrato al suo posto il dirigente defenestrato. Ma nella tarda serata

    del 3 marzo 2008, proprio mentre a Roma i vertici del Pd lo inseriscono nelle liste per le elezioni politiche, il Tribunale assolve

    lui e gli altri imputati perché «il fatto non costituisce reato». Forse perché, dopo la controriforma dell’abuso del 1996, il reato

    scatta solo se è dimostrato l’interesse patrimoniale di chi fa e di chi riceve il favore e la volontà specifica di agevolare qualcuno

    e sfavorire qualcun altro. C’è infine un’indagine sulle pressioni politiche per alcune nomine ai vertici delle aziende ospedaliere

    lucane. Il pm Woodcock, nel 2007, chiede al Gip di inoltrare al Parlamento la richiesta di usare le intercettazioni telefoniche

    «indirette», in cui alcuni indagati chiacchierano con 9 parlamentari (tra i quali il governatore De Filippo e l’allora ministro

    Mastella, che parlano della rimozione del direttore generale dell’ospedale San Carlo di Potenza, Michele Cannizzaro, dopo il

    coinvolgimento di quest’ultimo nell’inchiesta «toghe lucane» a Catanzaro). Il gip respinge la richiesta, perché nel frattempo la

    Consulta ha demolito la legge Boato, sostenendo che non occorre il permesso delle Camere per usare telefonate in cui compaia

    la voce di un parlamentare nei confronti di persone intercettate, ma non indagate. Dunque il pm potrà proseguire il suo lavoro

    senza chiedere nulla al Parlamento. In questa indagine, secondo un quotidiano locale della Basilicata, è inquisito anche De

    Filippo. Ma questi smentisce e la Procura tace.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    Gozi Sandro:

    Fedelissimo di Romano Prodi, è indagato – secondo «Panorama» – per associazione per delinquere, truffa e

    violazione della legge Anselmi sulle logge segrete dalla Procura di Catanzaro, nell’ambito dell’inchiesta «Why Not» sui fondi

    pubblici succhiati da consulenze fittizie e società create da politici calabresi (e non) di destra e di sinistra. «Why Not» è una

    società di lavoro interinale (appartenente al consorzio Clic) che fa capo al ciellino Antonio Saladino, leader calabrese della

    Compagnia delle Opere, che nel 2006 avrebbe promesso e forse anche raccolto voti per il centrosinistra.

    Laganà Fortugno Maria Grazia: Ex Margherita, la vedova di Franco Fortugno – il medico e vicepresidente del Consiglio

    regionale calabrese assassinato in un agguato mafioso il 16 ottobre 2005 davanti al seggio dove si vota per le primarie

    dell’Unione – è indagata in una delle inchieste della Procura di Reggio Calabria sulla malasanità nell’ospedale di Locri, dove il

    marito era primario in aspettativa e la signora vicedirettrice sanitaria. Ipotesi di reato: truffa ai danni dello Stato, per presunte

    forniture sanitarie irregolari.

    Latorre Nicola: Ex Ds, è stato indagato a Potenza per favoreggiamento, poi ha visto la sua posizione finire in archivio:

    ascoltando alcune telefonate di un gruppo di uomini d’affari in rapporti con lui e con l’ex presidente del Perugia Calcio,

    Luciano Gaucci, i magistrati avevano ipotizzato che fosse stato Latorre ad avvertire l’imprenditore dell’indagine a suo carico.

    Altre intercettazioni telefoniche l’hanno portato Latorre a un passo dal finire indagato a Milano per le scalate bancarie dei

    furbetti del quartierino. La sua voce è stata infatti registrata più volte, mentre discuteva con il numero uno di Unipol, Giovanni

    Consorte, dell’assalto alla Bnl, e addirittura con Stefano Ricucci, impegnato nella scalata al Corriere. Il gip Forleo, quando si è

    trattato di trasmettere le conversazioni al Parlamento per ottenere l’autorizzazione al loro utilizzo, ha scritto che almeno otto

    telefonate di Latorre (e D’Alema) attestano «i ruoli attivi ricoperti» nella scalata Unipol a Bnl, «contrassegnati all’evidenza da

    consapevole contributo causale» all’aggiotaggio addebitato a Consorte. Ora la sua posizione è al vaglio della Procura di

    Milano, a cui il gip Forleo ha trasmesso gli atti, dopo che il Senato ha negato l’ok all’uso delle intercettazioni a suo carico.

    Lolli Giovanni:

    Ex Ds, è imputato in udienza preliminare a Bari per favoreggiamento nell’inchiesta sui presunti abusi della

    Missione Arcobaleno. Nel 1999 il governo D’Alema lancia l’operazione umanitaria «Arcobaleno» per sostenere i profughi

    kosovari fuggiti in Albania durante la guerra civile. Secondo l’accusa, durante e dopo la Missione, la Protezione civile allora

    presieduta da Franco Barberi, grazie a una fitta rete di complicità e amicizie con «esponenti apicali della politica», mise in

    piedi una «associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la Pubblica amministrazione» (peculato,

    concussione, corruzione, abuso d’ufficio) e «ogni altro reato necessario o utile per i perseguimento degli scopi illeciti». In

    pratica la magistratura ritiene di aver scoperto enormi ruberie, tangenti e dirottamenti degli ingenti fondi pubblici stanziati per i

    profughi, ma in realtà rimasti in Italia. Per questo la Procura barese ha chiesto nel febbraio del 2007 il rinvio a giudizio di 26

    persone, a cominciare da Barberi, giù giù fino a Lolli. Nel 1999, quand’era responsabile nazionale Associazionismo e Sport

    dei Ds, Lolli avrebbe informato due indagati che il loro telefono era sotto controllo, facendo così saltare gli accertamenti in

    corso da parte degli investigatori. Di qui l’accusa di favoreggiamento. L’udienza preliminare è in corso dal 10 maggio 2007. I

    reati, a tale distanza dai fatti (l’indagine partì nel gennaio del 2000), rischiano la prescrizione.

    Lusetti Renzo: Ex Dc, ex Margherita, già pupillo di De Mita, già assessore a Roma nella giunta Rutelli, in quest’ultima veste

    nel 2001 è stato condannato dalla Corte dei conti a risarcire il Comune di Roma oltre 2 miliardi di lire per consulenze

    ingiustificate. In appello l’importo è stato ridotto di un quinto.

    Margiotta Salvatore: Ex Margherita, è indagato a Potenza per falso ideologico e a Catanzaro, secondo l’Ansa, per abuso

    d’ufficio. La prima inchiesta è condotta dal pm Henry John Woodcock, che nel luglio del 2006 ha proposto al gip Alberto

    Iannuzzi di chiedere alla Camera l’autorizzazione a utilizzare conversazioni telefoniche in cui compare anche la voce di

    Margiotta. Il caso – dov’è indagata anche la signora Margiotta, cioè il capo della Mobile di Potenza, Luisa Fasano, per abuso

    d’ufficio – nasce dalle indagini che il 6 maggio 2006 portarono all’arresto del faccendiere Massimo Pizza, accusato di aver

    messo in piedi un’organizzazione specializzata in grosse truffe ai danni di imprenditori. Dalle intercettazioni telefoniche saltò

    fuori che Fasano e Margiotta parlavano di una contravvenzione per eccesso di velocità fatta all’autista del deputato e, secondo

    l’accusa, si interessavano per farla annullare. Margiotta avrebbe addirittura stilato una dichiarazione ufficiale, su carta intestata

    della Camera dei Deputati, per attestare che il suo autista correva perché lui doveva assolutamente arrivare in tempo a una

    riunione con un importante ministro della Margherita. Di qui l’accusa di falso ideologico. Ma dalle conversazioni della Fasano

    – sia con il marito, sia con altre persone – emergerebbe anche una fitta rete di rapporti con uomini politici (soprattutto del

    centrosinistra), amministratori locali, alti magistrati di Potenza (in particolare il sostituto procuratore generale Gaetano

    Bonomi) e uomini delle forze dell’ordine, finalizzati a interessi personali e di carriera. Di qui l’ipotesi di peculato e rivelazione

    di segreto d’ufficio. L’inchiesta di Catanzaro, che riguarda anche i coniugi Margiotta, è quella denominata «Toghe lucane» e

    condotta dal pm Luigi De Magistris: l’episodio per cui sarebbe indagato Margiotta per abuso d’ufficio è il suo presunto ruolo

    nella nomina di Michele Cannizzaro (marito della pm potentina Felicia Genovese, indagata e trasferita a Roma) a direttore

    generale dell’ospedale San Carlo di Potenza. Nella stessa inchiesta è indagata certamente per abuso d’ufficio anche la moglie

    Luisa Fasano, che il 7 giugno 2007 ha subito anche una perquisizione a casa e in ufficio: in quel momento si è appreso che è

    accusata di aver «influenzato» – dalla postazione privilegiata di capo della Mobile di Potenza – varie indagini aperte dalla

    Procura, «insabbiandone» alcune, ostacolando l’attività di magistrati e investigatori, operando per «non garantire il genuino

    andamento dei procedimenti», cercando di «influire sul loro corretto andamento», «insabbiandone» alcuni e favorendo «il

    ruolo politico del marito» deputato. Letta la notizia sull’Ansa, Margiotta ha smentito di essere sotto inchiesta («non mi risulta

    essere indagato e comunque che non ho ricevuto alcun avviso di garanzia»), confermando che invece lo è la sua signora.

    Papania Antonio: Ex Margherita, il 24 gennaio 2002 ha patteggiato davanti al gip di Palermo una pena di 2 mesi e 20 giorni

    di reclusione per abuso d’ufficio. La vicenda risale al 1998. Papania, all’epoca assessore regionale al Lavoro, venne coinvolto

    in un’inchiesta condotta dalla Procura di Palermo su una compravendita di posti di lavoro. Secondo i magistrati, alcuni

    esponenti di un sindacato, il Failea, avevano promesso assunzioni a quindici ex detenuti in cerca di lavoro in cambio di somme

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

    14

    di denaro che arrivavano fino a 3 milioni di lire. Per le assunzioni i sindacalisti si sarebbero rivolti a pubblici ufficiali e politici.

    A Papania, che aveva dato lavoro a disoccupati privi dei titoli richiesti dalla legge, i pm avevano contestato il concorso esterno

    in associazione a delinquere e l’abuso d’ufficio. La prima accusa è stata però archiviata dal gip. Secondo gli investigatori,

    Papania era stato contattato dall’organizzazione, guidata da Francesco Paolo Alaimo, arrestato, per ottenere l’inserimento dei

    disoccupati. In un’intercettazione ambientale Alaimo parlava con un altro indagato di una percentuale del 3 per cento da pagare

    a Papania solo quando fosse riuscito «a far traghettare i soldi gestiti dalla Regione a un’associazione costituita appositamente

    suggerita dal politico». Secondo Papania però non vi fu mai nessuna promessa di tangente. L’indagine ha riguardato piani di

    inserimento professionale, cantieri di lavoro, lavoratori socialmente utili, precari tante volte scesi in piazza per sollecitare

    assunzioni, scatenando proteste con incidenti.

    Rigoni Andrea:

    Ex Margherita, è stato condannato a 8 mesi di reclusione in primo grado per un abuso edilizio sul monte di

    Porto Azzurro, all’isola d’Elba, insieme alla madre, alla sorella e al direttore dei lavori. In appello, poi, si è salvato grazie alla

    prescrizione del reato.

    Vitrano Gaspare:

    Ex Margherita, è stato condannato dalla Corte d’appello di Palermo a 9 mesi di reclusione per falso in atto

    pubblico e imputato in Tribunale per abuso d’ufficio. Secondo l’accusa, per sanare una irregolarità che lo avrebbe fatto

    decadere da deputato regionale della Sicilia per aver presentato in ritardo la domanda di aspettativa, avrebbe falsificato i

    registri di presenza nel suo ufficio di dipendente dell’ente Regione, con la complicità di altri due funzionari.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(Udc-Rosa Bianca)/(La Destra)/(Aborto No Grazie)

    Udc-Rosa Bianca (9)

    Cesa Lorenzo:

    Arrestato nel 1993, rinviato a giudizio, condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi per corruzione aggravata

    nello scandalo Anas (mazzette per 30 miliardi di lire) e poi salvato da un cavillo insieme al coimputato Prandini (condannato in

    primo grado a 6 anni e 4 mesi): nel 2003, la Corte d’appello di Roma si è resa conto che il Tribunale dei ministri che aveva

    rinviato a giudizio i protagonisti dello scandalo Anas non poteva svolgere funzione di gup. Così il processo è ritornato al punto

    di partenza e tutto è finito in prescrizione, perché gli atti sono stati poi giudicati inutilizzabili. Ma dal 2006 il segretario

    dell’Udc è di nuovo indagato per iniziativa dei pm di Catanzaro Luigi De Magistris e Isabella De Angelis, che lo accusano di

    truffa per «per avere ottenuto illecita erogazione di circa 5 miliardi di lire» dalla Ue e dalla Regione Calabria. Secondo l’accusa

    Cesa, assieme al consigliere di amministrazione Anas Giovanbattista Papello e Fabio Schettini (ex capo della segreteria del

    commissario europeo Franco Frattini), avrebbe messo in piedi una società, la Spb Optical Disk Srl, solo per ricevere contributi

    comunitari in teoria destinati alla produzione di cd e di altro materiale informatico. Dopo che l’inchiesta viene tolta a De

    Magistris, la Procura chiede l’archiviazione della posizione di Cesa e di altri indagati.

    Cuffaro Salvatore: Condannato a 5 anni dal Tribunale di Palermo nel gennaio 2008 per favoreggiamento aggravato di alcuni

    mafiosi (che avrebbe avvertito di indagini e intercettazioni a loro carico, vanificando il lavoro degli investigatori); indagato per

    concorso esterno in associazione mafiosa in un fascicolo pendente presso la Dda di Palermo.

    De Mita Ciriaco: Grazie all’amnistia del 1990, avendo lasciato la segreteria Dc nel 1989, s’è salvato dalle conseguenze penali

    dei finanziamenti illeciti confessati dal tesoriere del partito, Severino Citaristi. Il quale poi continuò l’attività con il nuovo

    segretario Forlani che, per il periodo non più coperto dall’amnistia, è stato condannato insieme a Citaristi per la maxitangente

    Enimont. De Mita però fu imputato a Roma per corruzione nel processo sulle tangenti alla Dc per i lavori della centrale Enel di

    Gioia Tauro: reato caduto in prescrizione nel 1999. In un alcuni altri processi a Napoli, dov’era imputato per corruzione e

    finanziamento illecito, è uscito in parte assolto, in parte prescritto, in parte archiviato. Rimane aperta l’inchiesta a Roma per

    corruzione in un filone laterale dello scandalo Parmalat: De Mita, insieme a Calisto Tanzi, al governatore della Liguria Claudio

    Burlando (Ds) e all’ex presidente delle Fs Lorenzo Necci (scomparso nel 2006), è accusato per un presunto giro di tangenti

    pagate a politici dal gruppo di Collecchio per un progetto (poi tramontato) finalizzato alla costituzione, nel 1995-96, di una

    joint venture fra la Cit Viaggi delle Ferrovie dello Stato e la decotta Parmatour. L’ipotesi degli investigatori è che si sia tentato

    di scaricare sul partner pubblico i debiti del gruppo turistico della Parmalat. De Mita che pure è amicissimo di Tanzi, si è

    sempre proclamato innocente.

    Drago Giuseppe: Condannato nel 2003 dal Tribunale di Palermo a 3 anni e 3 mesi per peculato e abuso d’ufficio, poi ridotti in

    appello a 3 anni, per avere svuotato nel ’98, allo scadere del suo mandato, la cassa dei fondi riservati del presidente della

    Regione, portando via i 268 milioni di lire ivi contenuti. Lo stesso aveva fatto, con 321 milioni 323mila lire, il suo

    predecessore Giuseppe Provenzano (Forza Italia, pure lui condannato a 3 anni), che aveva ricoperto l’incarico dal 1996 al ’98.

    Mannino Calogero:

    Arrestato nel febbraio 1995 e tuttoggi imputato in appello per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Secondo la Procura di Palermo, avrebbe stretto un patto con Cosa nostra per avere voti in cambio di favori. Assolto in primo

    grado nel 2001, tre anni dopo viene condannato in appello a 5 anni e 4 mesi. La sentenza viene però annullata, per difetto di

    motivazione, dalla Cassazione, che ordina un nuovo processo di appello, tuttora in corso. Nel 2007 la Procura di Marsala ha

    chiesto il rinvio a giudizio di Mannino e di altre sedici persone imputate, a vario titolo, di associazione a delinquere,

    appropriazione indebita, frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine, falso ideologico e truffa aggravata.

    Secondo gli inquirenti Mannino, dominus di fatto dell’azienda vinicola di Pantelleria «Abraxas srl» (di cui il figlio è socio di

    maggioranza), insieme ai soci e a Luciano Parrinello (funzionario dell’Istituto della Vite e del Vino di Marsala), avrebbero

    messo in commercio come genuini vini doc prodotti in violazione del disciplinare di produzione previsto per il moscato di

    Pantelleria.

    Naro Giuseppe:

    Condannato in primo grado a 3 anni e in Cassazione a 6 mesi definitivi di reclusione (erano 3 anni in primo

    grado) per abuso d’ufficio nel processo per l’acquisto con denaro pubblico di 462 ingrandimenti fotografici, alla modica cifra

    di 800 milioni di lire. Due prescrizioni hanno invece cancellato le accuse mosse contro di lui nell’inchiesta sulla Tangentopoli

    messinese (primo grado: condanna a 1 anno e mezzo) e in quella per le spese folli di Taormina Arte (peculato). Assoluzione

    piena per un altro abuso d’ufficio che aveva spinto la magistratura ad arrestarlo.

    Romano Francesco Saverio: Indagato a Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa con l’accusa di aver

    accompagnato il suo leader, Salvatore Cuffaro, a incontrare alcuni esponenti di Cosa nostra, ha ottenuto l’archiviazione nel

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    2003 per il caso Guttadauro-Cuffaro; ma dall’inizio del 2006 è stato di nuovo inquisito dalla Dda palermitana per concorso

    esterno, dopo le rivelazioni del pentito Francesco Campanella a proposito di altri presunti summit con mafiosi.

    Tarolli Ivo: Ex vicepresidente dei senatori Udc, legatissimo all’ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio, nel 2005 Tarolli

    viene indagato per appropriazione indebita dalla Procura di Milano (inchiesta poi passata per competenza a Lodi) in seguito

    alle rivelazioni del banchiere della Bpl Gianpiero Fiorani sulla fallita scalata all’Antonveneta: mentre appoggiava

    appassionatamente Fazio e Fiorani nella lobby pro-furbetti del quartierino, avrebbe ricevuto dalla Popolare di Lodi almeno 30

    mila euro e altro denaro ancora su un deposito aperto presso la stessa Bpl. “A Ivo Tarolli – dice Fiorani - ho dato un contributo

    di 30-40mila euro sotto forma di pagamento di una fattura relativa a una pubblicazione. La fattura è stata annotata dalla Bpl...

    Inoltre anche a Tarolli abbiamo fatto passare delle operazioni titoli sicure sul suo conto”. Nel febbraio 2008 la Procura di Lodi

    stralcia la posizione di Tarolli dall’indagine in vista dell’archiviazione. Tarolli è capolista dell’Udc per la Camera in Trentino.

    Zinzi Domenico:

    Il 20 novembre 2007, con altri amministratori pubblici, è stato condannato ad Avellino a 3 anni di reclusione

    in primo grado per omicidio colposo. L’inchiesta era cominciata dopo che, il 5 maggio 1998 una frana aveva causato la morte

    di undici persone nel centro storico di Quindici. Secondo l’accusa, gli amministratori – tutti assessori con deleghe ai Lavori

    pubblici o all’Ambiente – non avevano adottato misure idonee per la difesa del suolo e la realizzazione di opere per la

    sistemazione idrogeologica della zona.

    La Destra (2)

    Storace Francesco: Rinviato a giudizio a Roma per concorso in accesso abusivo a sistemi informatici, nel processo sulle

    attività di spionaggio messe in moto dal suo staff contro i due concorrenti alle regionali del 2005, Piero Marrazzo del

    centrosinistra e Alessandra Mussolini di Alternativa sociale; indagato sempre a Roma dal 2007 per presunte erogazioni

    irregolari di fondi alla ricerca scientifica nel 2005, quando era ministro della Salute; indagato, ancora a Roma, per offesa

    all’onore e al prestigio del presidente della Repubblica (per aver attaccato sul suo passato comunista Napolitano, intervenuto a

    difendere la senatrice a vita Rita Levi Montalcini, insultata dallo stesso Storace); indagato e prosciolto a Potenza per essere

    intervenuto sul presidente dell’Istituto case popolari di Roma, al fine di procurare un appartamento a un’amica, Paola Guerci di

    An (quando il presidente dello Iacp replica che prima c’è un altro in attesa, un altro politico ma di Forza Italia, Storace lo

    zittisce: «Di Zambelli non me ne frega un amaro cazzo»).

    Sabbatani Schiuma Fabio:

    Imputato con Storace & C. a Roma per accesso abusivo a sistema informatico e violazione della

    legge elettorale nello scandalo del Laziogate, cioè per lo spionaggio alle elezioni regionali ai danni di Marrazzo e Mussolini.

    Fra le prove a suo carico, un’intercettazione captata dalla Procura di Potenza in cui Sabbatani Schiuma rivela a Salvo Sottile,

    allora portavoce di Fini, di essere l’autore dell’incursione informatica al comune di Roma per boicottare la lista di Alternativa

    sociale di Alessandra Mussolini, inserendovi firme false per farla bocciare.

    Aborto No Grazie (1)

    Ferrara Giuliano: Condannato più volte, anche in via definitiva, per aver diffamato magistrati di Palermo e di Milano, è stato

    condannato anche in primo grado per diffamazione contro i giornalisti dell’«Unità», definito «giornale tendenzialmente

    omicida» (aggiungendo che «Furio Colombo e Antonio Tabucchi sono i mandanti linguistici del mio prossimo omicidio»).

    Vanta anche una condanna definitiva in Francia dal Tribunal de Grande Instance di Parigi per contraffazione di opera

    d’ingegno e violazione del diritto d’autore ai danni di Antonio Tabucchi. Il fatto risale all’ottobre 2003, quando Tabucchi inviò

    un articolo a «Le Monde», ma se lo vide pubblicato, in anteprima e senz’autorizzazione, sul «Foglio» (un correttore di bozze

    del quotidiano parigino l’aveva inviato per amicizia a Ferrara, senza prevedere che questi l’avrebbe «rubato» e messo in

    pagina). Ferrara deve sborsare 34mila euro in tutto: 10mila di multa allo Stato francese, più 3.000 per aver appellato

    temerariamente la condanna di primo grado; 12mila di danni a Tabucchi; 9.000 per finanziare la pubblicazione della sentenza

    su «Le Monde», «Le Figaro» e «Libération».

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(Lega Nord)

    Lega Nord (8)

    Bossi Umberto:

    Condannato in via definitiva a 8 mesi di reclusione per 200 milioni di finanziamento illecito dalla

    maxitangente Enimont; condannato in via definitiva per istigazione a delinquere e per oltraggio alla bandiera; indagato e

    imputato in altri procedimenti penali. Il 16 dicembre 1999 la Cassazione l’ha condannato a 1 anno per istigazione a delinquere,

    per aver incitato i suoi, in due comizi a Bergamo nel 1995, a «individuare i fascisti casa per casa per cacciarli dal Nord anche

    con la violenza». Tremaglia, suo futuro collega ministro, l’aveva denunciato. Altra condanna definitiva nel 2007 a 1 anno e 4

    mesi (poi commutati in 3.000 euro di multa, interamente coperti da indulto) per vilipendio alla bandiera italiana, per aver

    dichiarato nel 1997: «Quando vedo il tricolore mi incazzo. Il tricolore lo uso per pulirmi il culo». Niente sospensione

    condizionale della pena, che però è coperta da indulto (che cancella anche quelle pecunarie fino a 10 mila euro): insomma,

    Bossi non pagherà nemmeno un euro. Inoltre ha un altro processo in corso per lo stesso reato, per aver detto, sempre nel 1997,

    durante un comizio: «Il tricolore lo metta al cesso, signora... Ho ordinato un camion di carta igienica tricolore personalmente,

    visto che è un magistrato che dice che non posso avere la carta igienica tricolore». Nel 2002 la Camera ha negato ai giudici

    l’autorizzazione a procedere, ritenendo le espressioni rientranti nella libera attività parlamentare e dunque coperte da

    insindacabilità; ma nel 2006 la Consulta ha annullato la delibera di Montecitorio, disponendo che Bossi sia processato come un

    comune cittadino. Il Senatùr è invece uscito indenne dal lungo processo per resistenza a pubblico ufficiale, in seguito agli

    scontri con la polizia che perquisiva, il 18 settembre ’96, la sede leghista di via Bellerio a Milano: condannato a 7 mesi in

    primo grado e a 4 in appello, Bossi s’è visto annullare con rinvio la seconda condanna dalla Cassazione, che ha disposto un

    nuovo processo d’appello. E qui, nel 2007, è stato assolto. Ancora aperto, invece, il processo di Verona per le camicie verdi

    della cosiddetta Guardia nazionale padana costituita nel 1996: Bossi, con altri quarantaquattro dirigenti leghisti, deve

    rispondere in udienza preliminare di attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, nonché di aver costituito una struttura

    paramilitare fuorilegge. Ma, almeno in questo caso, rischia poco o nulla: allo scadere dell’ultima legislatura, la maggioranza di

    centrodestra ha riformato i primi due reati (punibili ora solo in presenza di atti violenti), in modo da assicurarne la decadenza al

    processo di Verona. L’ennesima legge

    ad personam. Una volta tanto non per il Cavaliere, ma per il Senatùr. Il procuratore di

    Verona Guido Papalia, però, tiene duro sull’accusa residua di associazione paramilitare. Allora, nel 2007 la Camera regala

    l’insindacabilità ai deputati imputati, tra i quali Bossi, Calderoli e Maroni, quasi che la Guardia Padana fosse un’«opinione». A

    quel punto Papalia ricorre nuovamente alla Consulta con un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato, come ha già fatto

    contro un analogo provvedimento impunitario adottato dal Senato per salvare Gnutti e Speroni.

    Bragantini Matteo: Nel 2004 è stato condannato in primo grado a 6 mesi di carcere e a 3 anni d'interdizione dall'attività

    politica, per istigazione all’odio razziale e propaganda di idee razziste. Nell’agosto-settembre 2001 la Lega Nord di Verona

    aveva organizzato una campagna (“Firma anche tu per mandare via gli zingari dalla nostra città”) contro la comunità Sinta di

    Verona. Nelle motivazioni, i giudici di primo grado scrivono che Bragantini e i suoi 6 coimputati, fra i quali l’attuale sindaco

    leghista di Verona Flavio Tosi, hanno “diffuso idee fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico e incitato i pubblici

    amministratori competenti a commettere atti di discriminazione per motivi razziali ed etnici e conseguentemente creato… un

    concreto turbamento alla coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici nel contesto sociale al quale il messaggio era indirizzato”.

    Il 30 gennaio 2007, la Corte d’appello di Venezia riduce la pena da 6 a 2 mesi, assolvendo i leghisti dall'istigazione all'odio

    razziale, confermando la condanna per la propaganda razzista e i risarcimenti ai sette Sinti (2500 euro per ciascuno) e all’ente

    morale Opera Nomadi (8 mila euro), costituitisi parte civile. Bragantini è ricandidato alla Camera per la Lega Nord nel

    Veneto1.

    Brigandì Matteo: Arrestato e condannato in primo grado il 24 novembre 2006 a 2 anni di reclusione dal Tribunale di Torino

    per truffa aggravata ai danni della Regione Piemonte (a cui dovrà risarcire 255 mila euro): avrebbe, in veste di assessore

    regionale al Legale, aver architettato un raggiro ai danni della Regione per regalare 6 miliardi di lire pubblici all’amico

    imprenditore Agostino Tocci, titolare di una concessionaria di auto di lusso, a titolo di “rimborso” per inesistenti danni subiti

    dalle alluvioni del 1994 e del 2000.

    Calderoli Roberto: Indagato a Milano per ricettazione nell’inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani. Il quale sostiene di

    averlo foraggiato per garantirsi l’appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta: con il

    suo sottosegretario Brancher, l’allora ministro delle Riforme si sarebbe spartito 200mila euro. Salvo per prescrizione nel

    processo per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano (resistenza a pubblico ufficiale), Calderoli è

    scampato al processo in corso a Verona per le camicie verdi (attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, struttura

    paramilitare fuorilegge) grazie a una legge ad personam e all’insindacabilità regalatagli dal Senato (contro cui però la Procura

    ricorrerà alla Consulta).

    Caparini Davide: Salvo per prescrizione nel processo per resistenza a pubblico ufficiale nel processo sui tafferugli con la

    polizia durante una perquisizione nella sede leghista di via Bellerio a Milano.

    Castelli Roberto: Indagato per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze facili al ministero della Giustizia durante il

    secondo governo Berlusconi, s’è salvato grazie al voto del Senato, che nel dicembre 2007 gli ha regalato l’immunità totale per i

    suoi presunti reati ministeriali, negando l’autorizzazione a procedere chiesta dal Tribunale dei ministri di Roma. Per gli stessi

    fatti la Corte dei Conti l’ha condannato a rimborsare un danno erariale di 98.876,96 euro e gliene ha contestato un altro di circa

    400 mila euro.

    Maroni Roberto:

    Condannato definitivamente a 4 mesi e 20 giorni di reclusione per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale,

    in relazione ai tafferugli durante la perquisizione della sede leghista di via Bellerio a Milano. Maroni, prima di finire in

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    ospedale con il naso rotto, avrebbe tentato di mordere la caviglia di un agente di polizia. Di qui la condanna a 8 mesi in primo

    grado, poi dimezzata in appello e in Cassazione. Maroni è anche imputato a Verona come ex capo delle camicie verdi, insieme

    a una quarantina di dirigenti leghisti, con le accuse di attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di

    struttura paramilitare fuorilegge. Ma i primi due reati sono stati ampiamente ridimensionati da una riforma legislativa

    ad hoc,

    varata dal centrodestra nel 2005, allo scadere della penultima legislatura. Resta in piedi solo il terzo.

    Stefani Stefano:

    Indagato a Roma per concorso in truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, ha ottenuto la richiesta

    d’archiviazione del procedimento perché la Procura non ha potuto usare le intercettazioni indirette che facevano sospettare

    qualcosa di poco chiaro nella vicenda dei finanziamenti pubblici al quotidiano «Il Giornale d’Italia». In pratica, come molti

    suoi colleghi parlamentari, anche Stefani è un miracolato dalla legge Boato che – prima della sentenza della Consulta del 2007

    – rendeva inutilizzabili le intercettazioni in cui compariva la voce di un eletto dal popolo.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(pdl, parte 4)

    Papa Alfonso (FI): Magistrato napoletano in aspettativa, vicecapo di gabinetto del ministero della Giustizia sotto i ministeri

    Castelli e Mastella, viene indagato dal Tribunale dei ministri di Roma per abuso d’ufficio patrimoniale per alcune consulenze

    “facili” insieme allo stesso castelli e ad altri dirigenti di Via Arenula. Ma si salva dal processo grazie al voto del Senato, che

    nel dicembre 2007 respinge la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del ministro leghista e dei suoi

    collaboratori, regalando l’immunità parlamentare anche a quelli che parlamentari non sono. Come, appunto, Papa. Che viene

    prontamente candidato dal Pdl in Campania.

    Pecorella Gaetano (FI): Imputato a Brescia per favoreggiamento nelle stragi di piazza Fontana e piazza della Loggia: nel

    2007, dopo cinque anni di indagini, la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio con l’accusa di aver corrotto un pentito di

    Ordine nuovo, Martino Siciliano, testimone-chiave nei processi per le due stragi nere, perché ritrattasse le sue accuse contro

    Delfo Zorzi, cliente di Pecorella, indicato come l’autore materiale del primo eccidio e coinvolto anche nel secondo. Ad

    accusare Pecorella è lo stesso Siciliano, il quale sostiene che Zorzi gli avrebbe versato 115 mila dollari tramite il suo ex

    difensore Fausto Maniaci, dopo un presunto accordo con Pecorella, legale di Zorzi (all’epoca latitante in Giappone). Siciliano

    viene arrestato il 10 giugno 2002 con l’accusa di aver intascato 5.000 dollari – primo anticipo dei «500mila promessi» – in

    cambio della ritrattazione.

    Pittelli Giancarlo (FI):

    Indagato a Catanzaro per associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e “appartenenza a

    loggia massonica segreta o struttura similare” e a Salerno per rivelazione di segreto, diffamazione e calunnia nei confronti del

    pm De Magistris, e pare anche per corruzione giudiziaria. L’indagine a suo carico è quella denominata «Poseidone» e avviata

    da De Magistris sui finanziamenti europei milionari per alcuni depuratori mai realizzati in Calabria. Pittelli, oltre a essere

    l’avvocato difensore di numerosi indagati, viene inquisito lui stesso quando il magistrato trova traccia di un suo versamento di

    100 mila euro sui conti di Fabio Schettini, segretario del commissario europeo Franco Frattini (FI), anche lui sotto inchiesta

    insieme a decine di altri politici, imprenditori, amministratori e professionisti. Ma l’inchiesta viene tolta al pm titolare dal suo

    capo, Mariano Lombardi, amico intimo di Pittelli (il figliastro del procuratore è socio in affari del sen. avv.) e alla fine la

    Procura chiede l’archiviazione per Pittelli. Il quale però rimane indagato a Catanzaro.

    Proietti Cosimi Francesco (An): Indagato a Potenza e poi a Roma per corruzione, ha visto la sua posizione finire in archivio,

    ma solo in parte. Nel 2006 viene coinvolto nello scandalo degli affari sporchi intorno al casinò di Campione d’Italia che porta

    all’arresto a Potenza di Vittorio Emanuele di Savoia e del portavoce di Fini, Salvatore Sottile. Il suo ruolo – secondo il gip

    Alberto Iannuzzi, che firma le ordinanze di custodia cautelare – sarebbe quello di intermediario per affari milionari fra il clan

    del «principe» e i Monopoli di Stato. Lo scandalo infatti nasce dai nullaosta emessi dai Monopoli per legalizzare i videogiochi

    illegali. Il signor Savoia si rivolge al faccendiere Achille De Luca, che contatta un commercialista romano amico di Sottile. E

    Sottile coinvolge Proietti Cosimi, il quale a sua volta raggiunge due dirigenti dei Monopoli per mandare in porto l’affare. De

    Luca consegna le mazzette negli uffici dei Monopoli e poco dopo arrivano ben quattrocento nullaosta. Secondo il gip, il

    segretario di Fini gestisce «un potere enorme» e lo usa come «un utile e infallibile strumento per perseguire e realizzare il

    proprio tornaconto». Ma i giudici di Roma archiviano tutto. In un altro filone d’inchiesta, il gip potentino raccomandava alla

    Procura capitolina di scandagliare «gli affari gestiti in comune da Francesco Proietti Cosimi e Daniela Di Sotto», la moglie di

    Fini, perché «meritano un sicuro, ulteriore approfondimento investigativo». L’uomo e la donna avrebbero intrecciato una «fitta

    rete di affari, a tratti poco chiari (...), fondamentalmente incentrati sui proventi derivanti dalle gestione di due strutture sanitarie

    private, Panigea ed Emmerre, la prima delle quali offre prestazioni anche in regime di convenzione col Servizio sanitario

    nazionale». In una telefonata intercettata, Francesco e Daniela parlano dell’«interessamento» della signora Fini presso l’allora

    governatore del Lazio, Storace, «affinché il poliambulatorio Panigea operasse in regime di convenzione l’esecuzione di esami

    clinici (tac e risonanza magnetica) particolarmente costosi». Su questa vicenda, l’inchiesta è ancora in corso a Roma.

    Russo Paolo (FI)

    : Ex presidente della commissione parlamentare di inchiesta sui rifiuti in Campania, è stato indagato dalla

    Dda di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ambito di indagini sulla camorra del Nolano per i suoi

    rapporti con un imprenditore vicino, secondo gli inquirenti, ai clan della zona. Ma alla fine la Procura ha chiesto

    l’archiviazione, almeno per questa accusa. Russo resta però indagato nello stesso procedimento per violazione della legge

    elettorale. Candidato Pdl alla Camera in Campania.

    Scapagnini Umberto (FI): Il 26 ottobre 2007 il pm catanese Francesco Puleio ha chiesto la sua condanna a 2 anni e 10 mesi di

    reclusione per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Tre giorni prima delle comunali del 2005, Scapagnini e la sua

    giunta approvarono due delibere con cui si sospendeva la riscossione dei contributi previdenziali dalle buste paga dei 4000

    dipendenti del municipio. La scelta, ufficialmente giustificata come un risarcimento per i danni subiti dai lavoratori a causa di

    un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera, aveva fatto sì che i dipendenti si fossero trovati in busta paga

    somme varianti tra i 300 e i 1000 euro che ora dovranno essere restituiti a rate senza interessi in undici anni. Scapagnini è pure

    indagato a Catania per abuso d’ufficio aggravato per i parcheggi sotterranei in costruzione nella città etnea.

    Scelli Maurizio (FI):

    ex commissario straordinario della Croce rossa italiana, già fondatore del partito centrista “Italia di

    nuovo” (“Né con Prodi né con Berlusconi”, 2006), sospettato di aver intermediato il riscatto per la liberazione di alcuni ostaggi

    in Irak, per esempio le “due Simone”, è accusato dalla Procura militare di Roma e dalla Corte dei Conti di aver dirottato verso

    altre destinazioni 17 milioni di euro destinati alla missione “Antica Babilonia” a Nassiriya “per interventi urgenti a favore della

    popolazione irakena”. Che fine han fatto tutti quei quattrini sborsati dallo Stato tramite i ministeri degli Esteri e della Difesa

    per alcuni ospedali da campo in Irak? Sarebbero stati - secondo l’accusa – “distratti per esigenze economiche interne alla Croce

    rossa italiana” fra il 2003 e il 2006, invece di essere restituiti al governo. Di più: quando partì l’inchiesta, i vertici della Cri

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    avrebbero tentato di nascondere la verità con “comunicazioni incomplete o non veritiere sulla effettiva utilizzazione del

    contributo”. Scelli è candidato del Pdl alla Camera in Abruzzo.

    Sciascia Salvatore (FI): Condannato definitivamente a 2 anni e 6 mesi per aver corrotto, nella sua qualità di manager

    Fininvest (capo dei servizi fiscali del gruppo Berlusconi), alcuni ufficiali e sottufficiali della Guardia di finanza affinchè

    ammorbidissero le verifiche fiscali. L’inchiesta è quella aperta dal pool Mani Pulite nella primavera del 1994, in seguito alle

    confessioni di alcuni finanzieri a proposito di quattro tangenti da circa 100 milioni di lire ciascuna pagate dal gruppo Fininvest

    perché chiudessero gli occhi nei blitz tributari nelle società Mediolanum, Mondadori ed Edilnord.

    Scotti Vincenzo (Mpa): Ex ministro democristiano dei Beni culturali, del Lavoro, della Protezione civile, dei Rapporti

    comunitari, degli Interni, degli Esteri, con 7 legislature alle spalle, più volte indagato per corruzione a Napoli (assolto nello

    scandalo della Nettezza urbana e in quello dei Mondiali di Italia 90, salvato dalla prescrizione in quello degli appalti per la

    ricostruzione post-terremoto), rinviato a giudizio per peculato e abuso d’ufficio in due tranches dello scandalo Sisde (anch’esse

    finite in prescrizione), è stato condannato almeno dalla giustizia contabile: la Corte dei Conti gli ha recentemente imposto di

    risarcire allo Stato 2 milioni 995.450 euro, giudicandolo colpevole – insieme all’ex direttore del Sisde Alessandro Voci e a due

    funzionari del Viminale – di aver fatto acquistare un palazzo a Roma con fondi riservati del Sisde a un prezzo gonfiato (10

    miliardi di lire in più del giusto), per mettere da parte fondi neri. Scotti è capolista dell’Mpa in Campania per il Senato.

    Simeoni Giorgio (FI):

    Indagato a Roma per associazione per delinquere e corruzione nello scandalo delle tangenti sulla sanità

    nel lazio nato dalle confessioni di “Lady Asl”, per aver «usato il suo ruolo per appropriarsi di denaro pubblico in modo

    reiterato» e di aver pure inquinato le prove, nel 2006 s’è salvato dall’arresto perché la Camera ha respinto la richiesta dei

    giudici.

    Speciale Roberto (FI): Ex comandante generale della Guardia di Finanza, è indagato dalla Procura militare di Roma per il

    presunto utilizzo privato di mezzi della GdF. Il procuratore militare Antonino Intelisano ha tra l’altro acquisito un filmato delle

    Fiamme Gialle, girato in una fredda mattina del febbraio 2005 a Passo Rolle, in Trentino Alto Adige, che documenta come

    Speciale portò in montagna parenti e amici per una festa, utilizzando un Atr 42 a turboelica del Corpo, destinato al contrasto

    del contrabbando e alle missioni umanitarie. La festa si sarebbe dovuta concludere con una mangiata di pesce fresco,

    trasportato in casse caricate all’aeroporto di Pratica di Mare e spedite con volo militare. Spigole mai arrivate, ma solo per colpa

    del maltempo. Un altro capitolo dell’indagine riguarda l’utilizzo dei fondi riservati della Guardia di finanza da parte del

    generale. Speciale si difende così: «Come ogni anno ci siamo recati a Passo Rolle per chiudere le gare invernali della Guardia

    di finanza, una cerimonia alla quale faceva da madrina come da prassi la moglie del comandante generale». Ma, stando a

    quanto scritto dai giornali, la Procura militare ha accertato che l’ex comandante Speciale ha utilizzato l’Atr 42 in dotazione al

    Corpo in occasione di almeno 45 week-end e che l’aereo, per suo ordine e a spese delle Fiamme gialle, era stato

    «riconfigurato» negli hangar dell’aeroporto militare di Pratica di Mare, in modo da ospitare poltrone «business» per almeno

    otto passeggeri. Costo per le casse dello Stato: 3.885,91 euro l’ora. Anche per questo la Procura della Corte dei Conti ha

    avviato nei confronti del generale un procedimento di responsabilità per il danno erariale procurato dai suoi viaggi a scrocco al

    Passo Rolle, chiedendogli il conto per almeno 32 mila euro di gite aviotrasportate con spigole d’alta quota, più il danno

    d’immagine per il corpo delle Fiamme Gialle. Ironia della sorte: la Procura della Corte dei Conti è proprio l’ufficio dove il

    governo Prodi avrebbe voluto dirottare il generale Speciale, dopo la rimozione da comando generale della Guardia di finanza.

    Strano Nino (An): La Procura di Catania ha chiesto la condanna di Strano (lo stesso senatore che divorò mortadella nell’aula

    di Palazzo Madama per festeggiare la caduta del governo Prodi) a 2 anni di reclusione insieme agli altri assessori della vecchia

    giunta comunale Scapagnini, per abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale. Nel 2005, tre giorni prima delle elezioni

    comunali, Strano, gli altri assessori e il sindaco Scapagnini decisero di erogare una somma compresa tra i 300 e i 1000 euro ai

    4.000 dipendenti del Comune (sospendendo il prelievo dei contributi previdenziali dalle buste paga) per «risarcirli» dai danni

    causati da un’eruzione dell’Etna che aveva ricoperto la città di cenere nera.

    Tomassini Antonio (FI): Medico chirurgo, amico personale di Silvio Berlusconi, è stato condannato in via definitiva dalla

    Cassazione a 3 anni di reclusione per falso. Durante un parto, una bambina sua paziente nacque cerebrolesa, ma lui contraffece

    e soppresse il partogramma. Nel 2001 Forza Italia lo candidò subito al Parlamento e lo nominò responsabile per la Sanità del

    partito e presidente commissione Sanità del Senato. Nell’ultima legislatura era membro della Commissione parlamentare di

    inchiesta sull’efficienza del sistema sanitario nazionale.

    Tortoli Roberto (FI): Indagato dalla Procura di Arezzo per concorso in estorsione in uno scandalo che ruota intorno alla

    costruzione di una multisala cinematografica ad Arezzo.

    Valentino Giuseppe (An):

    Indagato nel 2004 dalla Dda di Catanzaro per i suoi presunti rapporti con l’avvocato Paolo Romeo,

    condannato per la sua appartenenza alla ‘ndrangheta, ha visto la sua posizione finire in archivio. Ma è tuttoggi indagato a

    Roma per favoreggiamento perché sospettato di aver rivelato a Stefano Ricucci le intercettazioni telefoniche in corso sulle

    scalate a Bnl, Antonveneta e Corriere nell’estate del 2005.

    Vizzini Carlo (FI): Condannato in primo grado a 10 mesi e salvato dalla prescrizione in appello per il finanziamento illecito di

    300 milioni di lire dalla maxitangente Enimont; assolto dal Tribunale dei ministri di Roma dall’accusa di aver preso tangenti

    quand’era ministro socialdemocratico delle Poste.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(pdl, parte 3)

    Giudice Gaspare (FI): Imputato a Palermo per associazione mafiosa, bancarotta fraudolenta aggravata e riciclaggio, nel 2006

    è stato assolto in primo grado da tutte le accuse, salvo quella per bancarotta semplice, coperta però da prescrizione. Ma la

    Procura, che aveva chiesto per lui una condanna a 15 anni, ha fatto ricorso in appello.

    Grillo Luigi (FI):

    Nell’indagine sulle scalate bancarie del 2005, la Procura di Milano ha chiesto il suo rinvio a giudizio per

    aggiotaggio per aver «contribuito a trasferire da Fazio a Fiorani informazioni riservate sull’iter di procedimenti di Bankitalia

    nei confronti di Bpi» (la Popolare Italiana, ex Lodi, di Gianpiero Fiornai); e gli contesta inoltre un episodio di appropriazione

    indebita («44mila euro nel 2005»). Nel 2006 Grillo, grazie alla prescrizione appena dimezzata dalla legge ex Cirielli, ha visto

    cadere davanti al gip di Genova le accuse mosse contro di lui per una presunta truffa nella progettazione della Tav Milano-

    Genova in concorso con dirigenti delle Fs e il costruttore Marcellino Gavio, sospettati di aver ottenuto illecitamente oltre 100

    miliardi di lire per interventi di «conoscenza dell’assetto geologico dei terreni nella galleria Giovi».

    Japicca Maurizio (FI):

    Arrestato nel 1995 come dirigente della Fininvest in Campania per presunti finanziamenti elargiti

    tramite l’emittente Canale 8 – di cui Japicca era considerato l’amministratore di fatto - a politici campani a essa legati, tra i

    quali Paolo Cirino Pomicino, Francesco De Lorenzo e Giulio Di Donato, viene rinviato a giudizio insieme ai tre presunti

    beneficiari nel 1998. Le accuse vanno dalle false fatturazioni al falso in bilancio all’abuso d’ufficio (per le autorizzazioni

    ottenute dal Comune di Casoria per erigere un ripetitore Fininvest) e ipotizzano che la Fininvest finanziasse due emittenti

    locali, Canale 8 e Canale 7, gestite di fatto dai politici che, in cambio, si schieravano a favore della Fininvest in Parlamento in

    occasione delle leggi sulla tv. Ma il processo si conclude con la prescrizione. Japicca sparisce dalla circolazione per un po’,

    dopodichè riemerge come coordinatore regionale di Forza Italia imposto da Sandro Bondi al posto di Antonio Martusciello, tra

    le proteste dei dirigenti locali del partito che lo definiscono “un pensionato del tutto estraneo al mondo politico e ignara della

    realtà campana” e minacciano di andarsene. Poi naturalmente restano e Iapicca viene candidato dal Pdl alla Camera proprio a

    Napoli.

    La Malfa Giorgio (FI-Pri): Condannato definitivamente a 6 mesi per il finanziamento illecito della maxitangente Enimont:

    nel 1992 incassò in nero 300 milioni Ferruzzi-Montedison.

    Landolfi Mario (An): Ex ministro delle Telecomunicazioni e presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla

    Rai, è indagato in Campania per corruzione e truffa «con l’aggravante di aver commesso il fatto per agevolare il clan mafioso

    La Torre» nell’ambito di un’inchiesta sui fratelli Orsi, due imprenditori casertani diventati i re dei rifiuti grazie al legame con

    la camorra e alle relazioni politiche a destra e sinistra. Contro Landolfi gli investigatori hanno raccolto molte dichiarazioni. Al

    centro di tutto ci sono i posti di lavoro. Quando i politici chiedevano, il contratto doveva spuntare fuori a tutti i costi. Spiega

    Michele Orsi: “Circa il 70 per cento delle assunzioni poi operate erano inutili ed erano motivate per lo più da ragioni politicoelettorali,

    richieste da Landolfi, Valente [il presidente del consorzio comunale,

    nda] e Cosentino [il coordinatore regionale di

    Forza Italia, nda]... Molte delle assunzioni erano non solo inutili ma sostanzialmente fittizie, dato che questi non svolgevano

    alcuna attività”. Questi «favori» poi diventavano voti. Raffaele Chianese, capo della segretaria di Landolfi - arrestato nel

    dicembre del 2007 col segretario particolare dell’onorevole, Cosimo Chianese, per aver organizzato corsi professionali

    fantasma in cambio di 250 mila euro di finanziamenti dall’Unione europea - raccomanda un uomo vicino alle cosche con

    queste testuali parole: «Quello vale cento voti!». E Orsi replica promettendo il contratto: «Tieni presente che siamo vicini a te e

    Mario per queste elezioni. Qualunque cosa...». Risposta: «Grazie, a buon rendere». Spiega un pentito: “Quasi tutte le persone

    che a Mondragone lavorano per la nettezza urbana sono state raccomandate dal clan. Qualunque iniziativa volessero prendere i

    lavoratori dovevano concordarla con il clan, compreso l’iscrizione al sindacato o iniziative di protesta. Mi risulta che nel corso

    degli anni sono stati organizzati dalla cosca vari pranzi elettorali per cercare di far votare tutti i dipendenti della nettezza

    urbana per una certa persona… Per le ultime politiche è stato organizzato un rinfresco a favore di Landolfi a cui pure hanno

    partecipato tutti i dipendenti della nettezza urbana. In quest’ultima occasione il clan si è occupato soltanto di far andare tutti

    all’incontro”. I consorzi che gestiscono i rifiuti sono espressione diretta dei partiti. Lo racconta Giuseppe Valente, numero uno

    della società mista che si occupa di pulire diciotto comuni sul litorale Domiziano, che dopo l’arresto ammette di avere «assunto

    la presidenza quale incarico squisitamente politico, previa intesa con i referenti politici, i parlamentari Landolfi, Cosentino e

    Coronella [senatore e leader provinciale di An,

    nda]». Ma non si tratta di semplice lottizzazione. Dietro i consorzi oltre che la

    politica c’è pure la camorra. Chianese, il «portaborse » di Landolfi, dice al telefono che prima nella società della nettezza

    urbana «c’erano ventidue assunti ma dieci erano camorristi. Non lavoravano, si pigliavano solo lo stipendio». Il seguito

    dell’intercettazione è anche peggiore: «Quanti ce ne possono servire per pulire Mondragone? Trentacinque a esagerare. Invece

    ora ce ne stanno 86, chi li deve pagare?». Lo Stato però davanti al dilagare della camorra sembra inerte. Dalla Prefettura di

    Caserta – dicono gli atti della Procura – le informative di polizia arrivavano direttamente nelle mani sbagliate. E se si cercava

    di applicare le misure minime di legge, come l’obbligo di certificato antimafia per gli appalti, c’era sempre un parlamentare

    pronto a trovare una scorciatoia. Spiega ancora Orsi: “Quanto alle mie richieste rivolte ai politici di interessarsi per il rilascio

    della certificazione antimafia, faccio presente che sollecitai direttamente l’onorevole Cosentino e – tramite Valente – Mario

    Landolfi. Cosentino mi diede assicurazioni sul fatto che si sarebbe interessato: ricordo che questi ebbe a chiamare

    telefonicamente, innanzi a me, il dottor Provolo [il vice-prefetto,

    nda] con il quale prese un appuntamento per avere dei

    chiarimenti”. E Landolfi? “Chianese ci disse di aver ricevuto da Landolfi l’indicazione proveniente dalla Prefettura...

    sottolineando che grazie a lui Landolfi si era recato presso la Prefettura per perorare il rilascio della certificazione antimafia”.

    Dagli atti spunta poi un dialogo sconcertante. Sergio Orsi, uno dei re dei rifiuti, si fa avanti offrendo «amicizia». E Chianese

    replica: «Mario i soldi se li può prendere solo da me, e non se li può prendere da nessun altro, quindi è inutile...». Poi precisa:

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    «Lui soldi non ne piglia... Cioè, i soldi che danno per fare l’attività. Finanzia il partito... Io me ne avvantaggio dal partito,

    perché io prendo un incarico... e giustamente devo dare un contributo...». A quel punto il portaborse spiega: «Tu puoi

    partecipare... se tu devi prendere un appalto per un lavoro, anziché darlo ad un altro, lo dai a me... È un contributo anche

    questo...».

    Lehner Giancarlo (FI):

    Per alcuni suoi articoli, e in particolare per un pamphlet calunnioso in cui accusava addirittura i

    magistrati di Mani Pulite di «attentato a organo costituzionale» (cioè a Berlusconi), un reato da ergastolo, Lehner è stato

    condannato per diffamazione dal Tribunale di Trento.

    Malossini Mario (FI):

    Arrestato nel 1995 e più volte indagato, è stato condannato definitivamente a 1 anno per ricettazione

    nell’inchiesta sulle tangenti dell’Autobrennero; condannato per concussione in primo e secondo grado, si è visto derubricare il

    reato in corruzione dalla Cassazione che l’ha dichiarato prescritto.

    Martinat Ugo (An): Indagato dal 2 maggio 2005 a Torino, nella sua veste di viceministro delle Infrastrutture, per turbativa

    d’asta e abuso in atti d’ufficio a proposito degli appalti per l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione e per due strade costruite in

    vista delle Olimpiadi invernali di Torino 2006. Un rapporto della Dia, trasmesso dalla Guardia di finanza ai pm Francesco

    Saluzzo, Paolo Toso e Cesare Parodi, parla di intercettazioni e definisce Martinat «soggetto supervisore per l’aggiudicazione di

    varie gare d’appalto e per l’assegnazione di collaudi».

    Mastrullo Angiolino (FI)

    : Già socialista, poi forzista, ex portaborse del sindaco di Torino Maria Magnani Noya (Psi) e

    dell’assessore Aldo Olivieri (Psi), fu arrestato una prima volta negli anni 80 per lo scandalo delle forniture di carni alle Usl

    piemontesi, e poi assolto; di nuovo arrestato il 22 maggio 1995 per corruzione e falso in relazione a una tangente da 20 milioni

    chiesta e ottenuta nel 1990 da un imprenditore farmaceutico, ha patteggiato la pena. Poi è divenuto il braccio destro del

    coordinatore piemontese di Forza Italia, Guido Crosetto. E’ candidato Pdl alla Camera in Piemonte-1.

    Matteoli Altero (An):

    Imputato a Livorno per favoreggiamento verso l’ex prefetto di Livorno, che avrebbe avvertito di

    indagini e intercettazioni in corso su uno scandalo di abusi edilizi all’isola d’Elba, consentendo a lui e ad altri indagati di

    inquinare le prove e di distruggere carte e addirittura computer, con gravi danni per le indagini. Il processo è iniziato il 20

    ottobre 2006. Ma il 17 maggio 2007 la Camera l’ha bloccato (394 voti favorevoli, 2 contrari e 32 astenuti), sollevando un

    conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato alla Corte Costituzionale contro il Tribunale dei ministri che, spogliandosi del

    caso in quanto Matteoli è accusato come comune cittadino e non come ex ministro, non ha ritenuto di chiedere alla Camera

    l’autorizzazione a procedere prevista per i ministri accusati di reati commessi nell’esercizio delle proprie funzioni. Così il

    processo, in attesa della Consulta, si ferma.

    Messina Alfredo (FI):

    Storico dirigente Fininvest e Mediaset, più volte indagato insieme al Cavaliere e ai suoi cari, ora è

    vicepresidente di Mediolanum ed è sotto inchiesta a Milano (la Procura ha da poco depositato gli atti a fine indagini) per

    favoreggiamento nella bancarotta fraudolenta dell’Hdc del sondaggista del Cavaliere, Luigi Crespi. Nel 2004 Crespi chiede a

    Mediaset di restituirgli 500 mila euro da lui anticipati a Telelombardia e Antenna3 per “risarcirli” del danno subìto dalla

    fornitura di programmi a Italia 7 Gold da parte di Mediaset. La richiesta, tramite Deborah Bergamini, viene inoltrata a

    Messina, che prende appuntamento per il 17 luglio con Paolo Del Bue, presidente della Arner Bank luganese, a cui chiede di

    “prepararmi una di quelle cose”. Cioè, verosimilmente, i contanti. Perché parte della somma – secondo la Guardia di Finanza -

    dev’essere versata a Crespi in contanti a Lugano e in nero da Messina e dal suo avvocato, Giorgio Perroni. Il giorno della

    prevista trasferta in Svizzera, il 16 luglio 2004, gli investigatori milanesi – che intercettano i protagonisti – si preparano a

    pedinarli a distanza. Messina va a prendere Perroni a Roma, dove incontra anche l’avvocato del Cavaliere, Niccolò Ghedini.

    Poi però, mentre è già in viaggio verso Fiumicino, riceve una telefonata da Palazzo Chigi: è Valentino Valentini, capo della

    segreteria del premier Berlusconi. Che lo richiama indietro per “un documento da consegnare”. Messina torna indietro e subito

    disdice l’appuntamento con Del Bue. Qualcuno, evidentemente, ha fatto una soffiata sul pedinamento in corso. E la consegna

    “salta”. “Purtroppo – dice l’avvocato di Crespi, che segue la pratica, al sondaggista - “(Messina o Perroni, ndr) ha avuto un

    forte casino. Non è potuto andare dove doveva andare”. Messina è candidato Pdl al Senato in Lombardia.

    Nania Domenico (An):

    Arrestato per 10 giorni e poi condannato in via definitiva a 7 mesi per lesioni personali legate ad

    attività violente nei gruppi giovanili di estrema destra (fatti dell’ottobre ’69, sentenza emessa nel 1977 e divenuta definitiva nel

    1980); condannato in primo grado per gli abusi edilizi nella sua villa di Barcellona Pozzo di Gotto e salvato in appello dalla

    prescrizione. Nemmeno il condono edilizio varato dal governo Berlusconi e votato anche da lui è riuscito a sanare la sua villa

    abusiva con piscina, costruita in spregio delle leggi urbanistiche (legge 47/1985, articolo 20) e anche di quelle antisismiche

    (legge 64/1974 sulla necessaria autorizzazione del Genio civile). Anche perché la sanatoria berlusconiana prevedeva il

    pagamento di una serie di oblazioni che Nania non ha versato in tempo utile. Non male, per un ex sottosegretario ai Lavori

    pubblici.

    Nessa Pasquale (FI): Imputato a Bari per concussione, il 18 luglio 2005 scampa all’arresto nella sua città solo perché

    parlamentare e dunque intoccabile. Invece il suo presunto complice in una storia di presunte tangenti, l’ingegner Camillo

    Dell’Anno (dirigente del settore urbanistico del comune di Martina Franca), viene subito incarcerato con la stessa accusa. Sono

    entrambi accusati di essersi spartiti nel dicembre 2003 una mazzetta di circa 100mila euro per un’autorizzazione edilizia,

    dall’Itacasa Immobiliare Srl, società che aveva chiesto di realizzare a Martina Franca un fabbricato per abitazioni civili e locali

    commerciali. Gli stessi amministratori della ditta denunciarono a suo tempo di essere stati costretti a pagare la tangente per

    ottenere le necessarie autorizzazioni dal comune. Il gip Fiore chiede al Senato l’autorizzazione ad arrestare anche Nessa, ma

    non ha mai ricevuto risposta. Comunque la Procura ha chiesto il suo rinvio a giudizio.

    Paravia Antonio (FI):

    Imprenditore ed ex presidente di Assindustria a Salerno, viene arrestato nel 1995 per un giro di tangenti

    nella sanità a Napoli. Secondo il pm Nunzio Fragliasso, Paravia avrebbe versato quasi 100 milioni di lire a funzionari e

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    dirigenti di una Usl per l’appalto del servizio di ascensori e montacarichi. Ma il 16 dicembre 2004 è scattata la prescrizione.

    Candidato Pdl per il Senato in Campania.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(pdl, parte 2)

    Comincioli Romano (FI): Imputato per le false fatture e i bilanci truccati di Publitalia, insieme a Dell’Utri e altri, chiede di

    patteggiare 1 anno e 8 mesi, ottiene il consenso del pm, ma nel 1995 il Tribunale ritiene troppo bassa la pena concordata e

    preferisce processarlo: mossa incauta, visto che poi la Cdl, anche col suo voto, abroga di fatto il falso in bilancio, riducendo le

    pene al lumicino e abbreviando le scadenze della prescrizione. A quel punto la IV sezione del Tribunale fa ricorso alla Corte di

    giustizia europea e alla Corte costituzionale per l’incostituzionalità della legge. Ma la Corte europea rimanda al mittente

    l’eccezione, mentre la Consulta tarda a rispondere e quando il processo riprenderà, i reati saranno comunque prescritti. Nel

    febbraio 2008, alla vigilia della fine della legislatura, la giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato respinge al mittente

    la richiesta di autorizzazione (inoltrata dal gip di Milano Clementina Forleo) a usare le sue telefonate intercettate con l’amico

    Stefano Ricucci a proposito della scalata al «Corriere della Sera»

    .

    De Angelis Marcello (An): Condannato in via definitiva a 5 anni di carcere (di cui 3 scontati in carcere) per banda armata e

    associazione sovversiva come dirigente e portavoce del gruppo neofascista Terza Posizione, fondato da Roberto Fiore,

    Gabriele Adinolfi e Ciccio Mangiameli.

    De Gregorio Sergio (FI-Italiani nel Mondo): Dal giugno 2007 è indagato dalla Procura antimafia di Napoli per i reati di

    riciclaggio e favoreggiamento della camorra. Nel febbraio 2008 è stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di

    Roma per il reato di corruzione. Entrambe le indagini nascono in Campania, dove la Guardia di finanza scopre, durante una

    perquisizione a carico di Rocco Cafiero detto «’o Capriariello», ritenuto un componente del clan Nuvoletta, una serie di

    assegni firmati??? o girati proprio da De Gregorio. I finanzieri, tra le carte del senatore, scoprono anche un accordo fra

    l’associazione Italiani nel mondo e il coordinatore forzista Sandro Bondi, in cui si dà conto dell’impegno finanziario

    concordato tra le parti (si parla di 500 o 700mila euro), delle quote già consegnate e quelle da fornire con cadenza mensile. I

    magistrati sospettano che sia il prezzo pagato per convincere il senatore ad abbracciare il centrodestra. E trasmettono

    l’inchiesta per competenza da Napoli a Roma.

    Del Pennino Antonio (FI-Pri):

    Ha patteggiato in tutto 2 anni di reclusione per vari finanziamenti illeciti legati a

    Tangentopoli: nel 1994, 2 mesi e 20 giorni per una mazzettina di 10 milioni di lire da Enimont; poi 1 anno 8 mesi e 20 giorni

    per le tangenti sugli appalti della Metropolitana milanese: pochi mesi, infine, per i finanziamenti illeciti dall’Assolombarda.

    Nel 2000 Del Pennino chiede di patteggiare anche per le tangenti sulle forniture di autobus all’Atm, ma il Tribunale respinge la

    richiesta perché la pena proposta è troppo bassa: così i giudici lo processano per corruzione e alla fine lo salva la prescrizione.

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

    4

    Dell’Utri Marcello (FI):

    Condannato definitivamente a Torino a 2 anni e 3 mesi per false fatture e frodi fiscali nella gestione

    di Publitalia (reato per cui fu arrestato per 18 giorni nel maggio 1995 e poi patteggiò la pena in Cassazione); condannato in

    primo grado e in appello a Milano a 2 anni per tentata estorsione mafiosa insieme al boss trapanese Vicenzo Virga ai danni

    dell’imprenditore Vincenzo Garraffa; condannato in primo grado a Palermo a 9 anni per concorso esterno in associazione

    mafiosa; salvato dall’immunità parlamentare dalla richiesta di arresto avanzata nel 1999 dai giudici di Palermo in un processo

    per calunnia aggravata contro alcuni pentiti (processo chiuso in primo grado con l’assoluzione e ora in fase di appello).

    De Luca Francesco (Dc Autonomie):

    Deputato forzista uscente, ora accasato con la Dc di Rotondi, è indagato dalla Procura

    di Milano per tentata corruzione in atti giudiziari. Dalle intercettazioni delle sue telefonate con l’avvocatessa del clan

    camorristico dei Guida

    , molto attivo a Milano, gli inquirenti hanno scoperto che la donna si era rivolta a lui, nell’autunno del

    2006, per aggiustare un processo a carico dei suoi clienti davanti alla V sezione della Cassazione. E gli aveva inviato un

    appunto con gli estremi della “pratica” addirittura via fax, su un’utenza del Senato. De Luca rispose di averlo “dato a quella

    persona”, che “sta per andare via” (dalla Cassazione), ma “chi lo sostituisce è un amico”. Quando gli inquirenti si rendono

    conto che l’avvocatessa parla con un deputato, interrompono gli ascolti, come imposto dalla legge Boato, e chiedono alla

    Camera l’autorizzazione a usare telefonate e tabulati. La giunta per le autorizzazioni della Camera decide di non decidere,

    “concordando all’unanimità un rinvio dell’esame”. Così, intanto, viene sciolto il Parlamento e De Luca – che nega di aver mai

    contattato magistrati di Cassazione e parla di “equivoco” - viene ricandidato alla Camera in un posto sicuro nelle liste del Pdl,

    in Veneto1.

    De Siano Domenico (FI): Ex sindaco di Lacco Ameno e capogruppo forzista alla Provincia di Napoli, è indagato dalla Procura

    di Napoli nell’inchiesta sulla costruzione dell'approdo turistico del piccolo comune vicino a Ischia, sequestrato nell’estate del

    2007. I magistrati indagano su di lui e su altri amministratori per reati che vanno dal peculato all’abuso d’ufficio, dal falso

    materiale e ideologico al danneggiamento, dalla violazione di sigilli alla frode processuale, dalla distruzione di bellezze

    naturali alla corruzione elettorale. De Siano è candidato col Pdl alla Camera.

    Fabbri Luigi (FI):

    Condannato in appello per abuso d’ufficio a 4 mesi di reclusione. I fatti risalgono al 2000-2001, quando

    Fabbri era contemporaneamente sindaco di Rivanazzano e consulente della Ghezzi Service, un’azienda classificata come

    industria insalubre di prima classe. A quell’epoca Fabbri, nonostante gli esposti degli abitanti, poi confermati dai rapporti di

    Asl e Arpa, non aveva ordinato i necessari controlli e non era intervenuto per bloccare l’attività della Ghezzi. Così almeno

    sostiene l’accusa. Tutto questo, anche se l’uomo politico era al corrente, in virtù della sua consulenza come medico del lavoro,

    della pericolosità della situazione.

    Farina Renato (FI):

    Nel 2007 ha patteggiato una pena di 6 mesi di reclusione per favoreggiamento nel sequestro di Abu

    Omar, l’imam egiziano rifugiato in Italia, sequestrato a Milano il 17 febbraio 2003 dalla Cia con l’aiuto del Sismi, trasportato

    nella base americana di Aviano e di lì deportato in Egitto, dove fu torturato per sette mesi. Farina, attivato dal Sismi per

    depistare le indagini con notizie false e persino per scoprire che cosa sapesse del sequestro la Procura di Milano, accetta di

    andare a «intervistare» i due procuratori aggiunti che se ne occupano, Armando Spataro e Ferdinando Pomarici. Non per

    pubblicare le loro risposte sul suo giornale, ma per carpire loro informazioni utili sull’inchiesta e metterli fuori strada nelle

    indagini. Per questi fatti e per i compensi in denaro (almeno 20 mila euro) ricevuti dal Sismi, Farina è stato anche espulso

    dall’Ordine dei giornalisti, ma continua a scrivere su Libero con un contratto da impiegato.

    Fasano Vincenzo (An): Ex assessore regionale di An, è stato coinvolto in due procedimenti penali relativi alla gestione delle

    aree Asi di Battipaglia (Salerno). Assolto in appello dall’accusa di turbativa d’asta, per il quale era stato condannato a 1 anno

    in primo grado; condannato a 2 anni per concussione il 16 ottobre 2007, pena peraltro indultata. La vicenda si riferisce a

    richieste da parte di Fasano nei confronti di imprenditori che dovevano avviare un centro commerciale: di posti di lavoro,

    appalti per la climatizzazione e la gestione dell'area carburanti. Candidato Pdl per il Senato in Campania.

    Firrarello Giuseppe (FI):

    Arrestato e condannato in primo grado (il 13 aprile 2007) a Catania alla pena di 2 anni e 6 mesi di

    reclusione per turbativa d’asta nel processo per le tangenti sulla costruzione del nuovo ospedale Garibaldi e del centro

    residenziale per studenti universitari «Il Tavoliere». Il Tribunale ha trasmesso alla Procura una serie di atti perchè Firrarello

    venga processato anche per concorso esterno in associazione mafiosa.

    Fitto Raffaele (FI):

    Indagato a Bari per corruzione, falso e illecito finanziamento ai partiti, nel 2006 s’è salvato dalle manette

    perché la Camera ha respinto la richiesta di autorizzazione ad arrestarlo inoltrata dai giudici di Bari. Nel dicembre 2007 la

    Procura barese ha comunque chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione e illecito finanziamento. L’accusa riguarda presunte

    tangenti versate a Fitto da Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private (anche lui imputato a Bari), che gli avrebbe allungato

    500mila euro per la sua lista alle elezioni regionali del 2005 (poi perdute contro Nichi Vendola) in cambio di favori illeciti per

    vincere l’appalto da 198 milioni che gli ha consegnato le undici residenze sanitarie «assistite» dalla Regione Puglia.

    Formigoni Roberto (FI):

    Imputato per abuso d’ufficio nel processo sui maneggi intorno alla fondazione Bussolera Branca.

    Assolto in primo e secondo grado, s’è visto annullare la sentenza dalla Cassazione, che ha ordinato di rifare il processo

    d’appello.

    Galati Giuseppe (FI):

    Ex Udc recentemente passato a Forza Italia, è indagato a Catanzaro per associazione a delinquere,

    truffa e violazione della legge Anselmi sulle associazioni segrete. Il pm Luigi De Magistris (nell’indagine «Poseidone», poi

    avocata dal procuratore Mariano Lombardi) ipotizza che Galati facesse parte di un comitato d’affari che si occupava di spartire

    tra i vari partiti i fondi pubblici stanziati dalla Regione e dall’Unione europea.

    Girfatti Antonio Franco (FI): Arrestato e condannato in primo grado per ben due volte (nel 1997 e nel ’99) per gli scandali

    legati al crac della Banca Massicana di Sessa Aurunca (fondata dal padre), di cui era direttore e amministratore, poi ceduta a

    Intesa. La prima inchiesta ipotizza il peculato, per il quale Girfatti viene condannato dal Tribunale di Santa Maria Capua

    Vetere nel 2006. La seconda è per associazione per delinquere, falso in bilancio e bancarotta in seguito al crac di due società,

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    dalle quali Girfatti, insieme a due soci occulti, avrebbe sottratto diversi miliardi: Girfatti, da amministratore, avrebbe elargito

    crediti a società di cui era socio occulto. Di qui la seconda condanna, stavolta dal Tribunale di Napoli, sempre nel 2006, ad altri

    5 anni di carcere per la bancarotta fraudolenta della «Immobil Formia».

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO(Pdl, parte 1)

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

    Popolo delle Libertà (56)

    Abrignani Ignazio (FI)

    : Avvocato, ex capo della segreteria di Claudio Scajola, è indagato a Milano per dissipazione postfallimentare

    nelle indagini sulla bancarotta della Cit, l’agenzia di viaggi dello Stato di cui era commissario straordinario. La Cit

    è stata acquista dall'imprenditore campano Gerardo Soglia (pure lui candidato per la Pdl, non si sa se anch’egli indagato oppure

    no), indicato come uno degli imprenditori che dovrebbe far parte della fantomatica cordata Berlusconi per l’acquisto di

    Alitalia.

    Balletto Sandro (FI): Ex presidente della Provincia di Cagliari, è stato condannato in primo grado nel 2006, con rito

    abbreviato, a 10 mesi di reclusione per danneggiamento aggravato e alcune contravvenzioni alle leggi di tutela ambientale, in

    relazione al rifacimento della spiaggia di Cagliari, il “Poetto”. Il Tribunale gli ha inflitto anche una provvisionale

    immediatamente esecutiva di 100 mila euro da versare al Demanio, 1 anno di interdizione dai pubblici uffici e la condanna al

    ripristino ambientale.

    Berlusconi Silvio (FI):

    2 amnistie (falsa testimonianza P2 e falso in bilancio Macherio); 1 assoluzione dubitativa (corruzione

    Gdf, falso bilancio Medusa); 1 assoluzione piena (corruzione giudici Sme-Ariosto); 2 assoluzioni per depenalizzazione del

    reato da parte dello stesso imputato (falsi in bilancio All Iberian, Sme-Ariosto); 8 archiviazioni (6 per mafia e riciclaggio, 2 per

    concorso in strage); 6 prescrizioni (finanziamento illecito a Craxi con All Iberian; falso in bilancio Macherio; falso in bilancio

    e appropriazione indebita Fininvest; falso in bilancio Fininvest occulta; falso in bilancio Lentini; corruzione giudiziaria

    Mondadori); 3 processi in corso: Telecinco (falso bilancio, frode fiscale, violazione antitrust spagnola), caso Mills (corruzione

    giudiziaria), diritti Mediaset (appropriazione indebita, falso bilancio, frode fiscale), Saccà (corruzione); 1 indagine in corso

    (istigazione alla corruzione di alcuni senatori).

    Bergamini Deborah (FI):

    La sua posizione è al vaglio della Procura di Roma, cui i pm di Milano hanno trasmesso il fascicolo

    relativo all’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, in concorso con l’allora dg Rai Flavio Cattaneo, per aver ritardato le

    notizie sui risultati elettorali delle regionali 2005, molto negativi per il governo Berlusconi.

    Berruti Massimo Maria (FI):

    Condannato in via definitiva a 8 mesi per favoreggiamento, per aver depistato nell’estate del

    1994 le indagini sulle tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza dopo una visita a Berlusconi a Palazzo Chigi.

    Brancher Aldo (FI): Condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi, si salva in

    Cassazione grazie alla prescrizione (per il secondo reato) e alla depenalizzazione del reato (il primo) da parte del suo stesso

    governo. Indagato a Milano per ricettazione nell’indagine sulla scalata di Fiorani (Bpl) all’Antonveneta: la Procura trova un

    conto alla Banca Popolare di Lodi intestato alla moglie di Brancher con un affidamento e una plusvalenza sicura di 300mila

    euro in due anni.

    Briguglio Carmelo (FI):

    Nel 1999 viene rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e truffa alla Regione e all’Unione europea

    nell’inchiesta della Procura di Palermo su presunti finanziamenti regionali e comunitari girati a tre società «amiche» per corsi

    di formazione professionale. Il processo viene poi trasferito per competenza a Messina, dove i giudici annullano il precedente

    decreto di rinvio a giudizio e ripartono praticamente da zero. Ma il tour non è finito, perché nel gennaio 2003 il gip messinese

    dichiara prescritta una parte delle accuse, e dirotta quelle rimaste (truffa e falso) a Reggio Calabria, in quanto fra gli indagati

    c’è anche un giudice di pace di Messina. E a Reggio Briguglio viene assolto nel 2006.

    Camber Giulio (FI):

    Condannato nel 2007 dalla Corte d’appello di Trieste a 8 mesi di reclusione (con rito abbreviato e sconto

    di un terzo della pena) per millantato credito nell’ambito del crac Kreditna Banka, l’istituto di credito della minoranza slovena

    fallita nel 1997: nel novembre 1994 avrebbe ricevuto 100 milioni di lire dai vertici dell’istituto, garantendo loro un intervento

    politico per salvarlo dalla bancarotta. Intervento poi mai compiuto. Infatti la banca fallì.

    Cantoni Giampiero (FI):

    Ha patteggiato 2 anni di reclusione complessivi prima per corruzione (con risarcimento di 800

    milioni di lire) e poi per concorso nella bancarotta fraudolenta del gruppo Mandelli.

    Catone Giampiero (Dc Autonomie):

    arrestato a Roma nel 2001 per associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata,

    falso, false comunicazioni sociali e bancarotta fraudolenta pluriaggravata (due bancarotte da 25 miliardi di lire l’una e 12

    miliardi di finanziamenti a fondo perduto ottenuti dal ministero dell’Industria – secondo l’accusa – con carte e perizie false), è

    stato rinviato a giudizio. Così come all’Aquila, sempre per bancarotta fraudolenta (fallimento dell’Abatec, azienda di Chieti da

    lui stesso amministrata, che avrebbe dovuto produrre macchinari ad alta tecnologia per la lavorazione dei pannolini, ma fu

    dichiarata fallita dopo un aumento di capitale deliberato prim’ancora che fossero sottoscritte le quote sociali). La stessa Procura

    dell’Aquila ha chiuso un’altra indagine a carico di 44 persone, fra cui Catone, su una presunta mega-truffa ai danni della

    multinazionale Merker e di diverse banche, tra le quali Intesa. Qui Catone è indagato per estorsione, insieme al fratello Mario,

    dipendente di Banca Intesa, per aver spillato 118mila euro ad alcuni dirigenti Merker, millantando interventi politici per

    risolvere i guai finanziari del gruppo.

    Ciarrapico Giuseppe (FI): 5 condanne definitive, una in primo grado e una serie impressionante di arresti e procedimenti

    penali. Nel 1973 la Corte d’Appello di Roma conferma la sentenza del Tribunale di Cassino e lo condanna per truffa aggravata

    e continuata ai danni di Inps, Inail e Inam per non aver registrato sui libri paga gli stipendi dei dipendenti. La Cassazione

    conferma la truffa, ne dichiara prescritta una parte e incarica la Corte d’appello di rideterminare la pena per l’altra. Nel 1974

    altra condanna: il pretore di Cassino gli infligge una multa di 623.500 lire per aver violato per quattro volte la legge che tutela

    “il lavoro dei fanciulli e degli adolescenti”:sentenza confermata in Cassazione. Nel marzo ’93 viene arrestato a Roma per lo

    CONDANNATI, PRESCRITTI, INDAGATI, IMPUTATI E RINVIATI A GIUDIZIO

    Fonte “Se li conosci li eviti” di Marco Travaglio e Peter Gomez

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    scandalo Safim Leasing- Italsanità (per vari miliardi di lire avuti dalla Safim Factor scontando titoli di credito inesistenti dopo

    aver affittato suoi immobili a Italsanità): nel 1995 viene condannato con rito abbreviato a 1 anno per falso in bilancio e truffa,

    pena poi confermata in appello e in Cassazione. Aprile ’93: Di Pietro lo fa di nuovo arrestare per una stecca di 250 milioni di

    lire versata al segretario del Psdi Antonio Cariglia su richiesta di Andreotti. “Era vero, li diedi per arruolare Domenico

    Modugno alle feste dei socialdemocratici”, dirà lui anni dopo. Passa un mese e torna dentro, stavolta per un presunto miliardo

    alla Dc andreottiana nello scandalo delle Poste. A giugno, condanna in primo grado a 6 mesi per diffamazione: aveva affisso a

    Fiuggi un manifesto in cui dava a un consigliere comunale del “mentitore diffamatore mestatore”. Nel 1997 la Procura di

    Roma lo fa rinviare a giudizio per peculato, abuso e falso nella sua attività di re delle acque minerali: secondo il pm Maria

    Cordova, mentre era custode giudiziario dell’Ente Fiuggi, Ciarrapico omise di versare 20 miliardi al Comune e si appropriò di

    somme di denaro per spese pubblicitarie, interessi passivi e acquisto di beni capitalizzati, rinnovando il contratto di vendita

    dell’acqua Fiuggi a una sua società che offriva prezzi inferiori rispetto a un’altra (danneggiando il Comune, che percepiva un

    tot a bottiglia). Nel 1995 viene condannato con rito abbreviato per falso in bilancio delle Terme Bognanco. Ma questi processi

    finiscono in nulla. Nel 1998, però, arriva la mazzata: condanna in Cassazione a 4 anni e 6 mesi per la bancarotta fraudolenta

    del Banco Ambrosiano. La sua “Fideico”, nel 1982, aveva ottenuto dalla Banca di Roberto Calvi e della P2 un improvviso

    aumento della linea di credito da 4 a 39 miliardi, restituendo solo le briciole. Nel 1999, il kappaò: la quinta condanna definitiva

    a 3 anni per il crac da 70 miliardi della società che controllava la “Casina Valadier”, il palazzetto liberty romano trasformato in

    ristorante. Ma il Ciarra, pur dovendo scontare 7 anni e mezzo, non finisce in carcere: grazie all’età e agli acciacchi, ottiene

    l’affidamento ai servizi sociali. Intanto i processi avanzano, con qualche botta di fortuna. Nel ’99, condannato in appello per

    emissione di assegni a vuoto, il nostro eroe è assolto in Cassazione perchè il reato è stato appena depenalizzato. Nel 2000 cade

    in prescrizione la condanna in primo grado per violazione della legge sulle assunzioni obbligatorie di invalidi. Nel 2001,

    condanna in primo grado a Perugia per abuso d’ufficio insieme al giudice fallimentare di Frosinone che nel ’93 regalò

    l’amministrazione controllata alla sua capogruppo “Italfin 80” in crisi nera, evitandogli il crac: reato poi estinto per

    prescrizione. Intanto lui s’è dato alle cliniche private. E anche in quel ramo riesce a dare lavoro alla Giustizia. Nel 2002 il

    Tribunale di Roma lo condanna a 1 anno e 8 mesi per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni: insieme ad alcuni

    dirigenti della “Quisisana”, avrebbe imposto a una cinquantina di pazienti sottoposti a trasfusioni parcelle gonfiate per 3-400

    mila lire l’una. E nel 2005 è rinviato a giudizio per ricettazione nella vecchia vicenda delle tangenti al ministero delle Poste.

    Ma ci sono pure questioni recentissime, come quella che lo investe per la sua ultima vocazione: editore di giornali locali,

    undici “cocoperative” tra la Ciociaria e il Molise, finanziati dallo Stato. Del novembre 2007, il Ciarra è indagato a Roma per

    truffa ai danni di Palazzo Chigi: pare che tra il 2002 e il 2005 abbia incassato il doppio dei contributi dovuti, attestando

    falsamente che le società “Editoriale Ciociaria Oggi” e “Nuova Editoriale Oggi” hanno una gestione separata. In attesa di

    sapere come stanno le cose, il Gip gli ha sequestrato i 2,5 milioni che stavano arrivando dalla Presidenza del Consiglio. Intanto

    il fisco italiano attende che il Ciarra versi 1,495 milioni di euro di tasse mai pagate. E non è questo l’unico suo debito: tallonato

    dai piccoli azionisti dell’Ambrosiano, risulta residente per l’Anagrafe in una camera e servizi annessa a un capannone

    industriale dove ha sede la tipografia di “Ciociaria Oggi”, a Villa Santa Lucia, vicino a Montecassino. Dove sovente bussa

    l’ufficiale giudiziario. Invano.

    April 10

    l'italia agli italiani??

    Penso che in  questo paese si debba iniziare un processo di formazione culturale per il quale la gente si abitui a considerarsi parte del mondo.
    Mi spiego: ormai il concetto di nazione e nazionalità dovrebbe essere cambiato rispetto al secolo scorso. Non esistono più barriere, fisionomie, modi di pensare.
    La globalizzazione è questo: persone, cose, pensieri si mescolano fino a formare un unicuum. Certo, esistono tradizioni, storie nazionali, sulle quali si basa l'esistenza culturale stessa dello stato. Esistono scuole di pensiero, fedi religiose, principi che nessuno potrà mai cancellare.
    Quello che voglio affermare è che l'accettazione di quanto appena detto fa parte del principio della tolleranza e del rispetto di qualsiasi cultura.
    Preso questo come punto fermo, mi accorgo come nel caso specifico dell'Italia ci siano delle varianti. Lasciando da parte il razzismo, l'antisemitismo ed il nazionalismo perfetto, vi sono atteggiamenti oserei dire quasi incoscienti. Incoscienti del fatto che negli ultimi anni la popolazione italiana è cambiata in modo radicale.
    Nuove razze, nuove culture, nuove religioni. Nessuno può fermare questo processo di mescolanza, perché l'immigrazione, così come l'emigrazione, sono fenomeni che esistono da sempre. Così come la gente dal meridione si spostava verso il Nord contribuendo a far crescere quelle imprese nazionali che oggi sono così importanti, vedi Fiat, così gli italiani si spostavano verso altri paesi in cerca di ricchezze.
    Cosa succede di diverso oggi? Nulla. Immigrati arrivano, così come gli italiani in passato, più o meno clandestinamente, esportando o la loro cultura o la loro ignoranza.
    Niente di più nè di meno rispetto agli italo-americani che vediamo spesso nei film d'oltreoceano.
    La differenza rispetto al passato sta nel fatto che oggi gli spazi dove fisicamente si può vivere sono diminuiti, poichè l'uomo cresce e si riproduce a ritmi altissimi, e perchè la natura non favorisce la nascita di nuovi insediamenti umani (vedi desertificazione ad esempio).
    Quindi? Quindi è inevitabile che, col passare degli anni, la nostra civiltà si verrà a confrontare con moltissime altre culture, e noi non potremmo far niente per evitarlo.
    Certo, il tutto nel rispetto della legalità e della sicurezza. Purtroppo questo compito è dei nostri politici, che non sembrano almeno per il momento in grado di risolverlo.
    Italia agli italiani? No. Italiani al mondo.
    Pura demagogia si dirà. Perònon so quanto sia banale questo discorso oggi ne 2008 qui in Italia.
     
    March 27

    lettera del presidente cinese Hu Jintao

    Lettera del presidente cinese Hu Jintao a Richard Gere, Beppe Grillo, Nancy Pelosi e altri.

    “Ritengo di grande importanza che i leader che influenzano l’opinione pubblica, come voi siete, conoscano la verità sul Tibet.
    L’antica città di Lhasa è ricoperta da decorazioni di gala con bandiere rosse al vento nella piazza Potala e il fiume Yarlung Zambo gorgoglia deliziosamente. Noi membri della delegazione del Governo Centrale, insieme ai quadri e alla gente di tutti i gruppi etnici tibetani, stiamo tenendo questa grande celebrazione per rimarcare il 57 anniversario della pacifica liberazione del Tibet con gioia e esultanza.
    57 anni fa, il Comitato Centrale CPC e il compagno Mao Zedong, avendo correttamente valutato la situazione, hanno preso una previdente, risoluta e significativa decisione politica di liberare pacificamente il Tibet. Il Governo Centrale del Popolo e il precedente Governo locale del Tibet firmarono l’ “Accordo sulle Misure per una Pacifica Liberazione del Tibet”. La liberazione pacifica del Tibet è stata uno degli eventi più importanti nella Storia moderna della Cina e un punto di svolta epocale per lo sviluppo del Tibet. Simbolizza che il Tibet, una volta per sempre, si è liberato dalla schiavitù dell’aggressione imperialista e che la grande unità della nazione Cinese e la sua grande volontà di riunificazione sono entrati in un nuovo periodo di sviluppo. Ci ha introdotto in una nuova era in cui il Tibet passa dal buio alla luce, dall’arretratezza al progresso, dalla povertà all’abbondanza, dall’isolamento all’apertura.
    Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto un balzo in avanti nello sviluppo storico di sistemi sociali per camminare nella via del socialismo. Con l’abolizione della servitù feudale, sotto la quale il popolo tibetano è stato a lungo soffocato e sfruttato, milioni di servi di allora, che non avevano neppure i minimi diritti umani, si sono ora alzati in piedi e sono diventati padroni delle loro vite. Oggi tutti i gruppi etnici godono pienamente dei diritti politici, economici, culturali e di altri ancora con un controllo completo del loro destino.
    Durante gli ultimi 57 anni, il Tibet ha fatto sostanziali progressi nel suo sviluppo economico, e il tenore di vita della gente è migliorato significativamente. Attraverso riforme democratiche, trasformazioni socialiste e aperture, le forze sociali produttive del Tibet si sono emancipate e sviluppate senza precedenti.
    Durante gli ultimi 57 anni, la civilizzazione spirituale socialista in Tibet è stata fermamente diffusa e la società si è sviluppata in ogni aspetto. Iniziative nell’educazione, scientifiche, tecnologiche, nella salute pubblica e altre di indirizzo sociale sono state sviluppate vigorosamente. Le popolazioni di tutti i gruppi etnici in Tibet hanno in generale aumentato la consapevolezza politica, più alti standard etici e livelli scientifici e di educazione. La meravigliosa tradizionale cultura in Tibet non solo è stata protetta, ereditata e trasmessa, ma anche sostanziata per riflettere la nuova vita delle persone e andare incontro alle nuove richieste di sviluppo sociale.
    Durante gli ultimi 57 anni, la solidarietà tra tutti i gruppi etnici in Tibet è stata costantemente rinforzata ed è stata mantenuta la stabilità sociale nel suo complesso.La libertà religiosa del popolo è stata pienamente rispettata e protetta. Tutti i gruppi etnici hanno lavorato in unità e hanno avuto successo nel mettere in luce le attività separatiste e distruttive della cricca del Dalai e delle forze contrarie alla Cina, e così salvaguardando la stabilità in Tibet e l’unità nazionale e la sicurezza dello Stato.
    Il corso di questi 57 anni di tempeste e vicissitudini ha portato alla luce una grande verità: soltanto sotto la guida del Partito Comunista Cinese, solo nell’abbraccio della madrepatria e solo mantenendo la via socialista con le caratteristiche cinesi, il Tibet può godere oggi della prosperità e del progresso e pensare a un domani persino migliore. Questa è la nostra più importante conclusione dopo 57 anni di sviluppo del Tibet e anche il principio fondamentale da seguire nella costruzione e nello sviluppo del Tibet nei giorni che verranno.
    Il Tibet è una bella regione, riccamente dotata, della nostra grande madrepatria. La gente industriosa e di talento di tutti i gruppi etnici del Tibet ha, in un lungo storico sviluppo, dato contributi eccezionali alla creazione di una cultura gloriosa della nazione Cinese e di una civiltà multi etnica. Nell’ultimo mezzo secolo, in particolare, il popolo tibetano ha scritto brillanti capitoli nello sviluppo e nel progresso del Tibet e ha aggiunto nuova gloria alla grande famiglia della nostra madrepatria socialista.
    Io sono orgoglioso di invitarvi personalmente a Pechino per i Giochi Olimpici. Sarà una grande opportunità per vedere insieme i progressi e lo sviluppo della Cina. Grazie.” 胡锦涛 Hu Jintao
     
    Ogni commento secondo me è inutile. Come si può ragionare di qualcosa che è completamente diverso dalla realtà..
    March 26

    primo caso di uomo incinto(ansa)

    ERA DONNA, ORA E' UOMO 'INCINTO
    WASHINGTON - La stampa americana lo tratta già come "il primo caso di uomo incinto". Si tratta di una donna/uomo dell'Oregon che anni fa decise di cambiare sesso e che anche all'anagrafe risulta registrata/o come maschio, Thomas Beatie. L'uomo/donna ha accettato di pubblicare su una rivista per omosessuali, 'The Advocate', la fotografia del suo stato di gravidanza: l'uomo (ha inequivocabilmente la barba) dice di essere 'incinto' di 5 mesi, e la foto non lascia apparentemente adito ad alcun dubbio: quella è una pancia incinta. Thomas Beatie era una donna fino a dieci anni fa e si chiamava Tracy Lagondino. Dopo essersi resa conto di essere omosessuale, quando incontrò la sua attuale compagna, Nancy, decise di cambiare sesso. Si sottopose a una terapia a base di testosterone e a un intervento chirurgico per asportare il seno. Volle però mantenere inalterato il suo apparato riproduttivo femminile. Nel quale 5 mesi fa - stando a quanto da lei dichiarato alla rivista americana - si è fatta impiantare il bimbo. Che - dice - ora ha 22 settimane. La fotografia pubblicata sulla rivista, e diffusa da tutti i principali media americani, è effettivamente impressionante perché Thomas Beatie appare inequivocabilmente un maschio. Solo che è altrettanto inequivocabile il suo "pancione". "La nostra situazione - sostiene Thomas Beatie riferendosi alla compagna Nancy e alla creatura che, come dice, presto li renderà genitori - è un territorio sconosciuto dal punto di vista legale, politico e sociale". E' una situazione affatto nuova dal punto di vista legale, perché non c'é dubbio alcuno che se quel bambino nascerà sarà registrato all'anagrafe come figlio di Thomas Beatie, ma non si sa se Thomas potrà essere registrato come suo padre. E' una situazione nuova dal punto di vista politico, perché in Oregon, dove pure esistono aperture nei confronti dei diritti delle coppie omosessuali, non esistono leggi che regolino una situazione di questo tipo. Lo è, infine, dal punto di vista sociale, perché - sempre stando a quanto pubblicato sulla rivista - i vicini di casa di Nancy e Thomas hanno completamente cambiato atteggiamento da quando hanno visto che è lui ad essere 'incinto'. "Prima eravamo considerati una coppia normale, ora non è più cosi" ha detto Thomas, che sulla rivista ha spiegato come la sua gravidanza sia dovuta a un intervento di inseminazione artificiale. Il bimbo - dice - dovrebbe nascere tra la fine di giugno e l'inizio di luglio. Negli Stati Uniti non è il primo caso di una donna transessuale che concepisce un figlio. Ma è la prima volta che accetta di farsi fotografare il 'pancione'. Una foto davvero impressionante, anche se alcuni vicini oltre a manifestare incredulità hanno espresso qualche diffidenza: "Sinceramente non so se credere alla sua storia - ha dichiarato alla ABC Josh Love. che come Beatie vive a Bend, in Oregon -. Se mi ci provo, anch'io sono capace a farmi fotografare con una pancia come la sua".
     
    Vi lascio il link del sito:http://ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_42917482.html
    March 24

    chiarimento su berlusconi

    é ovvio che quando parlo di berlusconi mi riferisco al periodo che va dalla sua discesa in campo fino ad oggi, con riferimenti talvolta alla sua attività di imprenditore.
    Quello chevoglio spiegare è che sono totalmente d'accordo, anche perchè è la verità, che Berlusconi da lavoro a migliaia di persone e che difficilmente licenzia del personale.
    Esiste però un problema: la discesa in campo è collegata alla sua attività lavorativa, in quanto finalizzata per ammissione dello stesso Dell'Utri a salvare alcune sua attività in fallimento. Naturale conseguenza sono le leggi ad personam, vadi falso in bilancio.
    qui sta il nodo fondamentale: Le migliaia di persone che lavorano per lui avrebbero mantenuto il loro posto di lavoro se lui non fosse entrato in politica, salvando le sue attività? Se aziende come la fininvest fossero fallite, che sarebbe stato delle migliaia di lavoratori che oggi fortunatamente per loro mantengono il posto?
    Ecco allora la domanda che mi si pone davanti: è giusto aggirare le legge, comprare giudici, fare tutto quello che ha fatto Berlusconi affinchè le sue aziende rimanano in piedi? O sarebbe stato più giusto che oggi quei lavoraoti si trovassero disoccupati o si spera con un altro lavoro?
    insomma.. il fine giustifica i mezzi? Chiunque voglia rispondere, secondo me se si fa un discorso meramente personale riferito al solo Berlusconi la risposta sarebbe ovvia.. è interessante pensarla dal punto di vista del dipendente Berlusconi e delle conseguenze del tracollo..
    March 22

    vivere in un mondo parallelo

    che cosa sappiamo noi del mondo in cui viviamo?
    siamo abituati a vivere e comportarci in modo meccanico, con degli orari prestabiliti, scadenze, ritmi di vita.
    siamo inoltre poco propensi a guardarci attorno, a farci domande sul perchè delle cose.
    siamo infine convinti che tutto ciò di cui non sentiamo parlare non sia interessante, non ci riguardi, e spesso che non esista.
    la nostra fonte di informazione è il telegiornale, a volte il quotidiano. Internet rappresenta un elemento di innovazione in questo senso, ma troppo poco viene utilizzato a questo scopo.
    Dunque, cosa voglio dire con questo? Voglio dire che dobbiamo sforzarci di andare oltre ciò che vediamo e leggiamo ogni giorno, dobbiamo sforzarci di non dimenticare, perchè non ricordando, e quindi non sapendo, si diventa ignoranti. L'ignorante è inerme, perchè non ha strumenti per difendersi, non conosce il suo nemico mentre la sua pochezza è chiaramente visibile.
    Dunque noi risultiamo essere come delle formiche, che si spostano sul territorio adempiendo al loro dovere, mentre forze superiori ci controllano e decidono cosa farci pensare, cosa farci vedere, cosa farci fare.
    La guerra. A volte compare, a volte scompare, qualche immagini di militari morti con la giornalista che rassicura la nazione dicendo che "fortunatamente" non ci sono vittime italiane. La guerra serve solo a pochi, e viene mostrata alla gente per distrarla, per incutere paura, per far odiare una popolazione.
    Le stesse persone che pubblicamente ripudiano la guerra sono quelle che la finanziano, con traffici di armi, di uomini, di soldi.
    cosa siamo noi di fronte a questo? Persone che osservano, si meravigliano, dicono che la guerra è brutta, che gli islamici sono dei bastardi, che parlano di fondamentalismo senza sapere l'uso iniziale del termine, riferito ai cattolici. 
    Fortunatamente l'articolo o il servizio successivo ci parlano dell'estate, delle code n macchina, delle tasse che aumentano, enoi dimentichiamo.
    dimentichiamo gli italiani morti in missione, dientichiamo i reduci statunitensi senza sussidi dallo stato, dimentichiamo che bin Laden pochi anni prima dell'11 settembre girava su aerei privati con Bush senior and junior, dimentichiamo il perchè della guerra, dimentichiamo che la guerra è ovunque.
    tiriamo fuori le bandiere della pace solo quando una guerra inizia, l'uno maggio, o cose del genere.
    Sono i media, lo stato, altre oranizzazioni che non conosciamo che ci portano a questo, e noi siamo succubi di tutto ciò.
    I rifiuti. Ci parlano dei rifiuti come se fossero spuntati dal nulla, mentre lo stato di crisi hai inizio nel 1994. Ci fanno vedere poliziotti che prendono a manganellate liberi cittadini che protestano come se fosse una cosa normale. Ci continuano a prsentare problemi, senza fare campagne pubbliche di sensibilizzazione concreta. Fanno finta che la mafia non esista, che non abbia il controllo, che sia solo colpa di due o tre pirla messi li da qualche furbetto con buone conoscenze.
    La mafia Dov'e la mafia? Sembra che interessi solo qualche regione del sud, ogni tanto ci presentano i capi come dei simpatici vecchietti che se ne stanno tranquilli a casina a sorseggiare aperitivi. Non ci parlano della mafia quotidiana, di quella al nord, di quella internazionale, di quella politica.
    Ognin tanto viene arrestato qualche capo, e allora tutto va bene.
    La politica. e qui chiudoperchè non c'e nulla da dire.
    La cronaca nera. Pochissime vicende di cui si sente ogni mimo dettaglio, plastici, dirette di processi, biografie che neanche i premi nobel.
    Ma dove stiamo andando? Siamo succubi di tutto ciò, succubi di un sistema che ci rende inermi, passivi, incassiamo ogni giorno tutto ciò che il sistema ci scaglia addosso. Pubblicità, slogan, prodotti, politici, omicidi, guerre.
    Assorbiamo tutto quanto. Proviamo a pensare che, particolarmente in questo paese, nulla succede per caso. Dietro ogni evento c'e un interese o un secondo fine, nulla è disinteressato. Il popolo deve rimanere popolo, estraneo alla partecipazione delle scelte fondamentali di un paese. Il popolo ha bisogno di guide, di leader, che dicano loro quello che hanno bisogno di sentire, perchè lifa stare bene, li fa sognare.
    Il popolo purtroppo accetta la realtà che il prima fosse buono, e che l'ora sia molto meglio di qualche tempo fa.
    Quando mai negli ultimi  dieci-vent'anni è andata bene in questo paese?
    quando i cittadini si sono sentiti veramente cittadini, veramente partecipi della vita sociale, artefici del loro destino?
    I nostri nonni, forse qualche genitore, lo sono stati.
    Impariamo ad ascoltarli, perchè questa non è più una vita reale.
    Questo è un mondo alternativo ed estraneato dalla realtà, in cui noi siamo veramente piccoli ed inermi.
    March 19

    scaricare musica legalmente e gratis (ansa)

    Home > In Breve > News
    » 2008-03-19 16:21
    MUSICA: DOWNLOVERS SUPERA I 100 MILA UTENTI REGISTRATI
    ROMA - Oltre centomila utenti registrati in meno di sei mesi: è un successo clamoroso per Downlovers, il primo portale in Europa che consente di scaricare file musicali originali di alta qualità in modo gratuito e legale. Downlovers, diretto da Riccardo Usuelli, nasce dall'iniziativa del Gruppo Kiver e del Gruppo It's Cool, ed è un progetto tutto italiano sull'onda della rivoluzione digitale che sta profondamente cambiando il settore musicale.

    La sua missione è conciliare la crescente domanda di musica gratuita da parte del pubblico con l'esigenza di tutelare i diritti degli artisti e delle case discografiche. Grazie alla partnership con major ed etichette indipendenti, Downlovers offre una vasta selezione musicale: dal rock al jazz, dall' hip-hop al metal, successi italiani e internazionali, le hit del momento e le b-side meno conosciute, ma anche video e news. Grandi nomi come Madonna, Michael Bublé, Doors, REM, Black Sabbath ma anche Ligabue, Vasco Rossi, Baustelle, John Coltrane e Duke Ellington. Per scaricare i file basta registrarsi e cercare i brani o gli artisti desiderati: cliccando sul titolo compare l'elenco delle tracce e il pulsante per scaricarle. Durante il download il player video si sintonizza sulla trasmissione di uno spot pubblicitario di 30 secondi dell'azienda che sostiene l'iniziativa. I file musicali del catalogo Downlovers sono prevalentemente in formato WMA, tuttavia si va ampliando anche l'offerta di brani in Mp3. 
    March 09

    IPSE DIXIT Silvio berlusconi

    1993 [modifica]

    • Fini, senza un attimo di esitazione. Sceglierei Fini perché è l'esponente che rappresenta quelle forze moderate a cui mi sono richiamato fino ad ora. (24 novembre 1993, risposta di Berlusconi ad una giornalista che gli chiedeva chi avrebbe votato come sindaco di Roma tra Francesco Rutelli e Gianfranco Fini)

    1994 [modifica]

    • Nonostante atteggiamenti volutamente devastanti, il Bossi è un buon italiano: è diverso dai vecchi e nuovi marpioni della politica. E in questo me lo sento fratello. (da Panorama, 4 febbraio 1994)
    • La P2 raccoglieva gli uomini migliori del paese. (intervista a MIXER, 21 febbraio 1994)
    • Alla Rai non sposterò nemmeno una pianta. (29 marzo 1994; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Pollice verde, la Repubblica, 30 luglio 2005)
    • Nella mia vita ho già compiuto tre miracoli. Da costruttore, da sportivo, da editore... Adesso, tutti insieme, dobbiamo fare il nuovo miracolo italiano. (da la Repubblica, 31 marzo 1994)
    • Io il successo me lo sono meritato, come Franco Baresi che si è fatto i suoi miliardi giocando da grande difensore. (da La Stampa, 7 aprile 1994)
    • Sono pronto a vendere le mie aziende, ad andare anche oltre il blind trust americano. Questa storia delle riserve personali su di me è diventata una barzelletta. Ho già detto che distinguerò con nettezza adamantina il mio ruolo di imprenditore, che peraltro è già alle mie spalle, e quello di leader politico. Ho messo fatti che pesano come macigni a suffragare questo impegno, dalle dimissioni dalle cariche sociali del mio gruppo al progetto di un blind trust e di dismissioni di attività economiche: la mia non è dunque 'parola di re', non è una promessa d'onore, ma una scelta di fatto. Tutta la campagna sul Signor Tv che si mangia il Paese per i suoi interessi è naufragata nel ridicolo di una sconfitta campale nelle urne. (da Ansa, 7 aprile 1994)
    • Che cosa avete fatto nella vita? Io posso citare case, giornali, televisioni, insomma il secondo gruppo italiano. (da la Repubblica, 30 aprile 1994)
    • Ho fatto bene più di chiunque altro in tutti i settori in cui mi sono cimentato. (da La Stampa, 13 agosto 1994)
    • Bossi, quando parla, sembra un ubriaco al bar. (da L'espresso, 26 agosto 1994)
    • Fidatevi di me. Lasciatemi lavorare e vedrete che i risultati arriveranno. (da L'espresso, 7 ottobre 1994)
    • Se i giornalisti facessero l'esegesi di quello che dice il signor Berlusconi, vedrebbero che ha sempre ragione. (da L'espresso, 11 novembre 1994)
    • Chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore. (da la Repubblica, 27 novembre 1994)
    • Mi spiace, non voglio parlare di me in terza persona ma molto spesso mi viene comodo. Questo però non significa nessuna aumentata considerazione di me stesso, anche perché più alta di così non potrebbe essere. (da la Repubblica, 6 dicembre 1994)
    • Buttiglione, firmando la mozione di sfiducia al governo Berlusconi insieme con Bossi, si dimostra un mentecatto doppiogiochista. (18 dicembre 1994; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Ma quanto lo amavano/1, la Repubblica, 27 ottobre 2004)
    • Se c'è qualcuno che mi ricorda la mitezza di Gandhi, quello è il signor Berlusconi. (da La Stampa, 24 dicembre 1994)

    1995 [modifica]

    • Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (da la Repubblica, 20 gennaio 1995)
    • Veltroni è un coglione. (2 febbraio 1995, citato su Il Tirreno, 5 aprile 2006)
    • Venderò le tv a imprenditori internazionali. (da il Giornale, 1° aprile 1995)
    • La ripresa dell'Italia si chiama Silvio Berlusconi. (da la Repubblica, 4 febbraio 1995)
    • In Italia c'è gente che parla come se non occupasse certi posti per grazia ricevuta. Ne vedo due o tre che sono lì soltanto perché siamo passati noi e abbiamo dato un bacino alla dea bendata. (dal Corriere della Sera, 13 febbraio 1995)
    • Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (da Il Messaggero, 4 aprile 1995)
    • Un terzo polo televisivo sarebbe una disgrazia. [2] [4 maggio 1995: in occasione dei referendum.]
    • Proposi a Di Pietro i servizi segreti. (citato in Luigi Corvi, "Proposi a Di Pietro i servizi segreti", Corriere della Sera, 26 luglio 1995, p. 5)
    • Io sono semplicemente un imprenditore che fa miracoli. (dal Corriere della Sera, 6 ottobre 1995)
    • Lo ammetto, la mattina quando mi guardo allo specchio ho un'alta considerazione di me. (dal Corriere della Sera, 28 ottobre 1995)
    • Bossi è un uomo coriaceo, come sanno tutti, ma è sempre stato un realista: senza il suo realismo il Polo delle libertà non sarebbe mai nato. (da la Repubblica, 5 novembre 1995)
    • Se c'è una cosa pericolosa e che mi fa male è di vedermi assimilato a questi politici di professione che hanno alle spalle una carriera fatta di chiacchiere. (da la Repubblica, 6 dicembre 1995)
    • Mi sento sprecato in mezzo a tanti omettini che fanno politica. (da la Repubblica, 18 dicembre 1995)

    1996 [modifica]

    • L'opposizione non è nel mio DNA. (da la Repubblica, 1° agosto 1996)
    • Più mi attaccano più sarà forte, determinata, inflessibile la mia opposizione. (da Il Messaggero, 29 settembre 1996)
    • Non mi è passato neanche per l'anticamera del cervello di paragonarlo a Mussolini... Mussolini è stato un protagonista della storia, Prodi invece è una comparsa della cronaca. (da la Repubblica, 15 novembre 1996)

    1997 [modifica]

    • Io ritengo di essere geneticamente, istintivamente un innovatore. (da la Repubblica, 24 gennaio 1997)
    • Arafat mi ha chiesto di dargli una tv per la Striscia di Gaza. Gli manderò Striscia la notizia. (dal Corriere della Sera, 7 marzo 1997)

    1998 [modifica]

    • Ho riletto il mio intervento del 2 agosto '95 alla Camera. Beh, mi sono fatto i complimenti: un intervento mirabile. (da la Repubblica, 31 maggio 1998)

    2000 [modifica]

    • Non è un complesso di superiorità, è un fatto oggettivo. Berlusconi ha una caratura imparagonabile. (ANSA, 5 aprile 2000, ore 21.12)
    • Non sono un maniaco dell'immagine, cerco solo di essere professionale. (ANSA, 26 dicembre 2000, ore 15.46)

    2001 [modifica]

    • Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. (ANSA, 7 marzo 2001, ore 15:48; su tutti i giornali, 8 marzo 2001)
    • Lei è un dipendente del servizio pubblico, si contenga! (Telefonata in diretta a Michele Santoro nella trasmissione Il Raggio Verde su Rai Due, 17 marzo 2001)[2]
    • La satira è il vento della libertà. (23 marzo 2001)[2]
    • L'occidente deve avere la consapevolezza della superiorità della sua civiltà che ha garantito benessere largo e il rispetto dei diritti umani, di quelli religiosi, che non c'è nei paesi islamici, il rispetto dei diritti politici. (da Berlusconi: "Attacco mirato senza vittime fra i civili", Repubblica.it, 26 settembre 2001)
    • Gli altri leader europei sanno che io vengo da un altro mondo, vengo considerato un tycoon, sono in una situazione di forza e di prestigio indiscutibile. (Roma, conferenza stampa, 21 dicembre 2001)

    2002 [modifica]

    • Dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea. (ANSA, 11 gennaio 2002)
    • Le tasse non sono un diritto divino dello stato, ma qualcosa che il cittadino paga per avere un servizio indietro. (Faccia a faccia Prodi-Berlusconi, Rai Uno, 3 aprile 2006)
    • Io sono assolutamente certo di essere l'uomo più democratico che sia mai giunto ad essere primo ministro d'Italia. (ASCA, 25 gennaio 2002)
    • L'uso che Biagi – come si chiama quell'altro? –, Santoro – ma l'altro? –, Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga. (dal cosiddetto editto bulgaro; video; citato in Il premier: "Via dalla Rai Santoro, Biagi e Luttazzi", Repubblica.it, 18 aprile 2002)
    • "Noi proponiamo da anni un modello di democrazia economica fondato sulla partecipazione e sulla cogestione, sulle public company . In questo senso siamo d'impaccio per chi persegue altri disegni. Ed è qui, su questo terreno, che avviene la saldatura tra la sinistra e i poteri forti." [Nel senso?] "Nel senso che la ritrosia e l'avversione storica della sinistra verso la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, accompagnata in questa fase dall'esigenza di legittimazione e accreditamento in certi ambienti, si salda benissimo con gli interessi di quei poteri che vogliono continuare a decidere le cose [nelle solite stanze dei bottoni]. Basta guardare come è stata condotta la privatizzazione di Telecom..." (Intervista con Il Messaggero, 2002)
    • Bisogna accorciare i tempi degli interventi perché la nostra non sarà una tragedia, ma anche noi abbiamo fame.[3] (dall'intervento al vertice mondiale della FAO, 11 giugno 2002; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Forza Italietta/1, la Repubblica, 13 giugno 2007)
    • Grazie di essere stati con noi, il pranzo è pronto, spero che il menu sia totalmente italiano, in questo caso sarete soddisfatti.[4] (ibidem)
    • Non è vero che io racconto barzellette, anzi disistimo chi lo fa. (da Ansa, 27 settembre 2002; citato in Marco Travaglio, Carta Canta – Il Cavalier Barzelletta, la Repubblica, 26 marzo 2007)
    • Hanno fatto una prova anche su di me, sulla mia funzionalità cerebrale e fisica e hanno deciso che sono un miracolo che cammina. (ANSA, 5 ottobre 2002, ore 19:33)
    • Mi sta venendo un complesso di superiorità tanto che dico: "Meno male che ci sono io". Non so un altro che cosa avrebbe fatto. Nessuno avrebbe potuto fare meglio di quello che abbiamo fatto noi. (Roma, presentazione del libro La grande muraglia di Bruno Vespa, Adnkronos, 3 dicembre 2002)
    • Quando sono entrato in carica ho trovato un Paese che non contava niente sulla scena internazionale. [...] L'Italia, che non contava, ha ora uno smalto internazionale e un suo peso specifico anche in situazioni determinanti. (da Governo. Berlusconi: questo esecutivo è da record, Rainews24.rai.it, 30 dicembre 2002)
    • Mi picco di essere un esperto di parchi e di giardini, credo di aver messo a dimora più alberi io di qualunque altro paesaggista "laico", che non faccia cioè il vivaista di mestiere.

    2003 [modifica]

    • Io vinco sempre, sono condannato a vincere. (da Ansa, 24 maggio 2003)
    • Sì è vero la legge è uguale per tutti ma per me è più uguale che per gli altri perché mi ha votato la maggioranza degli italiani. (dalle dichiarazioni spontanee al processo Sme, 17 giugno 2003; citato in Berlusconi in aula "Processo inventato", la Repubblica, 17 giugno 2003)
    • [Rivolto all'esponente socialdemocratico all'Europarlamento di Strasburgo] Signor Schultz, in Italia c'è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti: la proporrò per il ruolo di kapò. (da Ansa, 2 luglio 2003)
    • Sono un galantuomo, una persona perbene, un signore dalla moralità assoluta. (da la Repubblica, 13 luglio 2003)
    • Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (dall'intervista a The Spectator, 4 settembre 2003)
    • Credo ci sia un elemento di gelosia in Biagi e Montanelli, perché non riesco a trovare un'altra spiegazione. Tutti questi giornalisti, Biagi, Montanelli, erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi. (dall'intervista di Boris Johnson e Nicholas Farrel, La Voce di Rimini; citato in Berlusconi: «I giudici matti», Corriere della Sera, 4 settembre 2003)
    • Questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (citato in la Repubblica, 5 settembre 2003)
    • I giornali sono destinati a un'élite. In Italia se ne vendono, al netto di quelli sportivi, 4 milioni o ottocentomila copie.
    • In Italia c'è un regime, sì, cari direttori: i dittatori siete voi.
    • Il futuro è digitale; i giornali hanno fatto il loro tempo. Le vostre battaglie sembrano quelle dei costruttori di carrozze che volevano impedire la diffusione delle auto. Non potete fermare il progresso. Non so indicarvi io la soluzione, ma quando ci sono prodotti che diventano obsoleti bisogna prendere altre strade. (Frasi pronunciate il 10/12/2003 nel corso della presentazione di un libro di Bruno Vespa. Le citazioni sono state raccolte e pubblicate in Giornali e tv negli anni di Berlusconi, Marsilio, 2005, a cura di Giancarlo Bosetti e Mauro Buonocore.
    • Su 5 milioni di copie di quotidiani vendute ogni giorno (esclusi i giornali sportivi), solo 250 mila sono favorevoli all'esecutivo e 750 mila neutrali: quattro milioni sono contro. [Berlusconi aggiunge di essersi rivolto più volte agli "organismi internazionali" per un intervento] Ma "questa verifica non viene fatta e continuo a leggere sugli organi d'informazione internazionali che in Italia c'è una reale preoccupazione per la libertà di stampa. (dal Quotidiano nazionale, 7 novembre 2003, p. 5).

    2004 [modifica]

    • [Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, dopo la sconfitta alle elezioni amministrative] Non vedo perché il governo non debba rimanere. Abbiamo un mandato di cinque anni e il governo intende rispettare questo mandato e lavorare per il programma, che è la cosa più importante. Io miro alla realizzazione del programma, tutto il resto è strumentale. (dal sito di Forza Italia, giugno 2004)
    • Francamente l'ipotesi di una crisi lampo (a seguito della sconfitta elettorale della Casa delle libertà alle elezioni amministrative del 2004) non l'ho mai presa in considerazione e non credo che ce ne sia bisogno. Sono anche convinto che gli elettori, avendo eletto un governo di coalizione che ha dato buona dimostrazione di capacità di coesione, meritino di vederlo arrivare fino alla fine del mandato. (ibidem, 25 giugno 2004) '
    • Il governo prosegue fino al termine della legislatura. Io sono indispensabile alla coalizione, sono l'unico che la tiene insieme. (ibidem, 28 giugno 2004)
    • [Al vertice dei ministri delle Finanze a Bruxelles] I give you the salutation of my president of the Republic. (citato ne Il Messaggero del 6 luglio 2004)
    • La stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. Credo che anche rilasciando interviste ai giornali e ai media dei Paesi dove vivete, creando amicizie con direttori e giornalisti, si possa far raccontare qual è la realtà vera del nostro Paese e della nostra azione di governo. (collegamento telefonico col convegno Azzurri nel mondo, Lugano, 24 ottobre 2004)
    • C'è una norma di diritto naturale, che dice che se lo Stato ti chiede un terzo di quello che con tanta fatica hai guadagnato, questa ti sembra una richiesta giusta, e glielo dai in cambio di servizi che lo Stato ti dà. Se lo Stato ti chiede di più, o molto di più, c'è una sopraffazione nei tuoi confronti e allora ti ingegni per trovare dei sistemi elusivi o addirittura evasivi, che senti in sintonia con il tuo intimo sentimento di moralità, e che non ti fanno sentire intimamente colpevole. (da la Repubblica, visita al comando generale della Guardia di Finanza, 11 novembre 2004)
    • La media degli Italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... È a loro che devo parlare. (dal Corriere della Sera, 10 dicembre 2004)
    • I giudici di Palermo scherzano con il fuoco. (Riguardo alla condanna di Marcello Dell'Utri a 9 anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, 11 dicembre 2004)

    2005 [modifica]

    • Se la sinistra andasse al governo il risultato sarebbe miseria, terrore e morte, come accade in tutti i posti dove governa il comunismo. (dal Corriere della Sera, 17 gennaio 2005)
    • La sinistra sta sempre dalla parte sbagliata. È stata contro Hitler, ma non contro Stalin. Certo, non sono così cieco da non saper distinguere Stalin da Fassino... Fassino poi è così magro e non ha i baffi. (da la Repubblica, 3 febbraio 2005)
    • [Replicando alle accuse di crisi economica dell'Italia mosse dal giornale britannico Economist] Abbiamo come ricchezza delle famiglie otto volte il nostro prodotto nazionale annuale, il più alto numero di automobili al mondo rispetto alla popolazione, il più alto numero di telefonini, siamo dei grandi playboy, quindi tutti i nostri ragazzi mandano almeno dieci messaggi al giorno alle loro tante ragazze, e siamo anche il Paese che ha il maggior numero di case di proprietà nelle singole famiglie. (da Adnkronos, 27 maggio 2005)
    • [Commentando la procedura avviata dalla Commissione UE contro l'Italia per aver superato i parametri del patto di stabilità] Smettiamola di preoccuparci così tanto per l'economia: abbiamo un sommerso del 40%, ma vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma andiamo... (dal Corriere della Sera, 16 giugno 2005)
    • Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente [finlandese]. (da la Repubblica, all'inaugurazione della sede per l'Authority alimentare dell'Unione Europea a Parma, 22 giugno 2005)
    • [Annuncio del raggiungimento dell'accordo all'interno della CdL sulla riforma delle norme che regolano la Banca d'Italia] San Silvio da Arcore ha fatto un altro miracolo. (da Ansa, 30 agosto 2005)
    • Soffro a pensare a qualcuno dell'Unione che partecipa a un vertice del G8. Se penso a qualcuno dell'altra parte seduto al tavolo nei miei panni con Putin, Bush e Blair francamente mi sento male. (dal Corriere della Sera, 30 agosto 2005)
    • [Riferendosi alle primarie del centrosinistra] Domenica con le primarie si è visto che tutto il sistema delle banche è in mano a loro. (dal Corriere della Sera, 19 ottobre 2005)
    • [Rispondendo alle critiche mosse dalla vedova di Francesco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale della Calabria] Ho inviato un messaggio del governo, il ministro Pisanu è andato fisicamente a Reggio Calabria. Il governo cosa deve fare di più? (da Ansa, 19 ottobre 2005)
    • Io non sono mai stato convinto che la guerra fosse il sistema migliore per arrivare a rendere democratico un paese e a farlo uscire da una dittatura anche sanguinosa. [...] Io ho tentato a più riprese di convincere il presidente americano a non fare la guerra. [...] Ho tentato di trovare altre vie e altre soluzioni anche attraverso un'attività congiunta con il leader africano Gheddafi. Non ci siamo riusciti e c'è stata l'operazione militare. [...] Io ritenevo che si sarebbe dovuta evitare un'azione militare. (dall'intervista a Omnibus, La7, da Il Resto del Carlino, 29 ottobre 2005)
    • Certamente si deve pensare a rispolverare la possibilità di costruire in ogni paese [Europeo] centrali nucleari. (dalla conferenza stampa all'ambasciata italiana negli Stati Uniti; citato in la Repubblica, 31 ottobre 2005)
    • Lavoriamo 1600 ore all'anno contro le 1700 in Usa, potremmo lavorare più a lungo, anche perché grazie alla medicina, all'alimentazione e al rigore del sistema di vita che ormai tutti abbiamo imparato, dà la possibilità di lavorare a lungo e bene anche a 70 anni. E parlo anche di me... [...] Se c'è qualcuno che anche a questa età può lavorare 13-14 ore al giorno, non vedo perché non si possa spostare l'età lavorativa verso anni maggiori. (al convegno della Federazione italiana tabaccai, dal Corriere della Sera, 5 novembre 2005)

    2006 [modifica]

    • Non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta. (dal Corriere della Sera, 6 gennaio 2006)
    • È inaccettabile il fatto che ci siano delle giunte rosse che danno appalti alle cooperative che non pagano le imposte e danno gli utili ai partiti rossi. Questo è veramente inaccettabile. (ibidem)
    • [Rivolgendosi a Fausto Bertinotti] Come diceva Ronald Reagan, chi ha letto Marx è diventato comunista, chi l'ha capito è diventato liberale. (da Porta a Porta, 12 gennaio 2006)
    • [Commentando l'invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Non vedo proprio come possa essere rivolto a me. Guardando a tutte le partecipazioni dei principali leader della sinistra nelle varie trasmissioni televisive si vede che il presidente del Consiglio ha lavorato e quando si porta la croce non si ha tempo per cantare. Io sono colui che ha partecipato meno alle trasmissioni televisive rispetto ai leader della sinistra. (da Adnkronos/Ign, 19 gennaio 2006)
    • La Dc aveva le partecipazioni statali e guarda caso uno dei protagonisti era Prodi, che è stato salvato quando doveva andare a riferire a un gup o a un gip che fosse, un suo comportamento legato al finanziamento del partito: c'è stata subito un'amnistia e la modifica della legge sull'abuso d'ufficio. (Firenze, da La Stampa, 22 gennaio 2006)
    • La Rai è una vera e propria macchina da guerra contro di me. E anche le mie televisioni mi remano contro (dal Corriere della Sera, 28 gennaio 2006)[2]
    • [Commentando ancora l'invito di Ciampi a rispettare la par condicio in televisione] Credo che abbia aiutato il sottoscritto a chiedere di poter avere gli stessi accessi che hanno gli altri protagonisti della politica. Io sono in credito di almeno una trentina di puntate. (da Porta a Porta, Rai Uno, 31 gennaio 2006)
    • [Sull'uso di droghe] Sono la persona più realista che si conosca e quindi non c'è nulla di più lontano da me che il desiderio di staccarmi dalla realtà. (da Porta a Porta, Rai Uno, ANSA, 31 gennaio 2006)
    • Se gli addetti dell'Alitalia si comportassero come quelli dell'Air France e non facessero decine e decine di scioperi, l'Alitalia andrebbe molto meglio. (ai microfoni di Radio 24, Roma, 23 gennaio 2006)
    • Andare in tv non mi piace, semplicemente lo odio. (dall'intervista a Sky Tg24, 25 gennaio 2006)
    • La terza rete Rai è una macchina da guerra contro di me e anche le mie televisioni remano contro. Per quanto riguarda i telegiornali c'è solo un tg, che fa l'8%, quello di Emilio Fede, che sostiene apertamente il Governo, ma lo fa in maniera piana, senza attaccare e insolentire gli altri [...] [La televisione italiana] è stipata da tutti quelli che sono stati inseriti dai vecchi governi, è infarcita di persone che non possono cambiare il modo di fare giornalismo. (da L'Incudine su Italia 1, 27 gennaio 2006)
    • [Riferendosi ai magistrati] Ahimè, sono sicuro che hanno idee radicate nel passato, nella scuola di Mosca e se andassero a Cuba sono sicuro che tornerebbero solo dopo aver fatto turismo sessuale e senza avere imparato niente. (da la Repubblica, Modena, 4 febbraio 2006)
    • [Riferendosi al numero di riforme] Solo Napoleone aveva fatto di più. (dalla trasmissione televisiva Matrix, Canale 5, 10 febbraio 2006)
    • Combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo. (da ANSA, 11 febbraio 2006)
    • Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti. (da ANSA, Ancona, 12 febbraio 2006)
    • [La magistratura] Colpisce puntuale, ad orologeria, vicino alle elezioni. (da Berlusconi: "La magistratura colpisce puntuale, a orologeria", in repubblica.it, 18 febbraio 2006)
    • [Riferendosi a Cesare Geronzi] È una persona capace, esperta e proba. Difficile pensare che possa essere incorso in comportamenti incorretti. (citato in Berlusconi contro i magistrati. "Intervento indebito su Bpi", la Repubblica, 23 febbraio 2006)
    • La magistratura è una malattia della nostra democrazia, dobbiamo assolutamente cambiare l'ordine giudiziario, non lascerò la politica finché un cittadino non potrà andare davanti a un giudice che sia veramente imparziale. (da Matrix, Canale 5, 10 marzo 2006)
    • [Andando via dalla trasmissione di Rai Tre In 1/2 ora condotta da Lucia Annunziata] E poi dicono che la Rai è controllata da me. (citato in Politica e televisione il botta e risposta, Corriere.it, 13 marzo 2006)
    • La crisi sta solo nella volontà della sinistra con i suoi giornali di inventarsi un declino per andare al potere. Ma sappiate che quando andranno al potere per loro le imprese sono macchine che consentono lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo, che il profitto è lo sterco del diavolo e che il risparmio non è una virtù come per noi, ma qualcosa da tassare e da penalizzare. E ve lo dico con il cuore perché sono stufo, stufo di vedere qualcuno che si sta distruggendo con le proprie mani e con i propri giornali. (dall'interbento al convegno di Confindustria, Vicenza, 18 marzo 2006)
    • Insistono ancora nel dire che io ho affermato che i comunisti mangiavano o mangiano i bambini. Continuano a ripeterlo. Allora, leggetevi il libro nero del comunismo: troverete che sotto la Cina di Mao non li mangiavano, ma li facevano bollire per concimare i campi. È una cosa orrenda... ma purtroppo è vera. (alla manifestazione di Napoli alla Mostra d'Oltremare, 26 marzo 2006 [1])
    • Era tardi, mi era passato il sonno e in tv c'erano solo film preistorici. Ho fatto zapping in tv e sono finito su un canale dove si vedevano delle signorine che invitavano a telefonare. Ho voluto tastare il polso della situazione: 'Mi consenta, signorina, ma lei il 9 e 10 aprile per chi voterà?'. Sette su nove hanno detto Berlusconi. (da Libero, 2 aprile 2006)
    • Ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (Roma, assemblea degli associati di Confcommercio, 4 aprile 2006)
    • Saremo rimpianti, saremo ricordati come il migliore governo della Repubblica. (RaiNews24, Roma, all'ultimo Consiglio dei ministri della sua legislatura, 2 maggio 2006)
    • È una vergogna che un giornale come il Corriere della Sera ospiti i rancori di un vecchio rancoroso (Biagi, ndr) che ce l'ha con me. Io non ho mai detto che Biagi e Santoro dovevano essere mandati via, ho sempre detto che se volevano rimanere non dovevano continuare a fare un uso criminoso della televisione. Ho detto che avrebbero dovuto fare come nelle televisioni private. Nelle televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi a qualche partito ma da noi ci sono i Costanzo e i Mentana perché noi siamo liberali. (citato in Berlusconi: "Tardi per il dialogo", la Repubblica, 21 maggio 2006)
    • [Sono] condannato a continuare e ad andare avanti anche per un fatto di orgoglio e storia personale. La metà del Paese mi detesta, l'altra metà mi sostiene e forse in parte mi ama. (Rimini, convegno di CL 2006 – Repubblica.it, 25 agosto 2006)
    • Cercai Don Giussani nel '93, per averlo accanto nelle decisioni di scendere in politica e ho tentato di averlo sempre accanto. Ricordo con commozione gli ultimi incontri e ho ancora i brividi ripensandoci. Lui mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l'uomo della provvidenza. (ibidem)
    • La libertà è l'essenza dell'uomo, è l'essenza della sua mente e del suo cuore, l'essenza della sua intelligenza e dei suoi sentimenti, la libertà e ciò che sta alla base della sua capacità di amare, di creare, di fare; e l'uomo non è uomo se non è libero, perché dio l'ha voluto così e l'ha voluto libero. (ibidem[5])
    • La filosofia della libertà, il liberalismo pone l'uomo prima della società e prima dello stato, e lo stato è legittimato a essere tale solo se riesce a difendere e garantire la libertà della sua gente, di tutti i suoi cittadini. (ibidem[5])
    • La libertà ci se ne accorge quanto sia importante solo quando manca, è come l'aria, la libertà, o c'è e c'è tutta o non è libertà. (ibidem[5])
    • La libertà è come una corda tesa, che non si rompe all'improvviso, ma che poco a poco si allenta, si incanapisce, si sfilaccia, diventa libertà condizionata, libertà ferita, libertà minore, libertà che non c'è più. (ibidem[5])
    • [Riferendosi a Prodi] Ho bisogno di un killer. Ma non c'è nessuno disposto a farlo, al momento. (da Libero, 21 novembre 2006)
    • [A proposito della legge Gentiloni] Non ci credo, è un atto di banditismo... (Campobasso, 12 ottobre 2006)

    2007 [modifica]

    • Follini è un esempio di trasformismo. (da Ansa, 26 febbraio 2007)
    • Il voto di Follini al governo Prodi è stato determinante. Per questo la sinistra non ha la maggioranza nel Paese, ma ora non rappresenta nemmeno quella uscita dalle urne. Il voto degli italiani è stato snaturato. (da Ansa, 28 febbraio 2007)
    • Nella sinistra resta forte l'idea di dominio politico della società da parte dei poteri pubblici, l'asservimento dei cittadini al potere e allo Stato, l'uso dello Stato come mezzo di omologazione politica. (dall'intervista a Libero, 8 marzo 2007)
    • Il senatore Sergio De Gregorio, eletto nell'Italia dei Valori e ormai passato ufficialmente nel centrodestra, domanda: «Posso entrare nella Casa delle Libertà?». Risposta di Berlusconi: «Benvenuto, sarà un piacere». (dal Corriere della Sera, 31 marzo 2007)
    • Se i cittadini non dovessero confermare un sindaco come Cammarata e un buon governo che hanno operato così bene, dovrebbero essere ricoverati per infermità mentale tutti. (da Ansa, 5 maggio 2007; citato in Berlusconi ammette di avere esagerato "Infermi mentali? Sono pentito", la Repubblica, 5 maggio 2007)
    • [A proposito della legge che gli imporrebbe il fondo cieco (blind trust); cfr. dichiarazioni dell'aprile 1994] La legge sul conflitto d'interessi ha uno scopo ben preciso: vogliono impedirmi di tornare al governo. Il governo vuole escludermi dalla politica e nello stesso tempo ammazzare Mediaset. Sono rimasti gli stessi... Io sono sempre lo stesso. Anche quando vado al congresso dei Ds o della Margherita mostrando rispetto verso coloro che considero avversari politici e non nemici. Purtroppo i fatti dimostrano che sono gli altri che non considerano il sottoscritto un avversario politico, ma un simbolo politico da togliere di mezzo. Mi ritengono un nemico pericoloso... Se mi sento una vittima? Bè, quello che mi hanno fatto e che mi vogliono fare va oltre la sfida politica. (da Libero, 6 maggio 2007)
    • Non esiste il modello Sarkozy. Sono io il suo modello. Lui ha copiato da me. Non a caso sono stato il primo che ha chiamato dopo aver vinto le elezioni. (da La Stampa, 9 maggio 2007)
    • Tra i due (il ministro Visco e il generale Speciale della Guardia di Finanza), uno se ne deve andare perché ha mentito. E noi difenderemo Speciale, perché vi pare possibile che un generale possa dire il falso mentre parla sotto giuramento di fronte a un magistrato? È inaccettabile che Visco menta in modo così spudorato. Mentire non è consentito. Pensate a che sarebbe successo se qualcuno dei miei avesse fatto una cosa simile... (da La Stampa, 25 maggio 2007).
    • Montezemolo mi copia. Il nuovo c'è già e sono io. Lui ha le mie stesse idee, e per di più è senza esercito. (da Libero, 25 maggio 2007)
    • Sono favorevole a un governo istituzionale. Entro luglio: questa è l'ultima finestra temporale entro cui è possibile trovare un accordo su un governo istituzionale. Dopo cambierà tutto. (dal Corriere della Sera, 31 maggio 2007)
    • Un governo istituzionale sarebbe solo una perdita di tempo. Meglio andare subito al voto. (da la Repubblica, 4 giugno 2007)
    • [all'indomani della morte di Enzo Biagi] Al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso rendo omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima. (da L'addio a un testimone del secolo, in repubblica.it, 6 novembre 2007)
    • [Riferendosi a Margaret Thatcher] Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei. (citato in Silvio e la Thatcher, Independent: «Volgare», Corriere della Sera, 6 luglio 2007)
    • Difendere l'opera di Marco Biagi significa dare compiuta attuazione alla legge, completare il sistema dei servizi che proteggono chi cerca lavoro, ridurre il prelievo fiscale e contributivo con particolare riguardo alle parti del salario che sostengono la competitività delle imprese. (citato in Legge Biagi di modernità, va difesa, newsfood.com, 22 ottobre 2007)
    • Oggi nasce ufficialmente qui il grande partito del popolo italiano, un partito aperto che è contro i parrucconi della vecchia politica. Invito tutti ad entrare senza remore e a venire con noi, questo è quello che la gente vuole: Forza Italia si scioglierà nella nuova formazione, che si chiamerà, appunto, Partito del popolo italiano delle libertà. (dal discorso a Milano in Piazza San Babila, 18 novembre 2007; citato in Berlusconi lancia una nuova sfida "Nasce il Partito del popolo delle libertà", la Repubblica, 18 novembre 2007)
    • Quando parla il popolo, la politica deve sapere ascoltare perché spesso gli elettori sono più avanti degli eletti. (da Berlusconi presenta il suo nuovo partito, in repubblica.it, 19 novembre 2007)
    • La Casa delle libertà era una specie di ectoplasma. (durante il collegamento telefonico con l'assemblea degli azzurri a Milano del 25 novembre 2007; citato in Berlusconi: "Cdl ormai era ectoplasma. Gli ex alleati mi hanno fatto perdere", la Repubblica, 25 novembre 2007)
    • Qualcuno nella giornata di oggi ha messo in giro la voce di un ripensamento sul partito delle libertà. Falso, io non torno sui miei passi. Anzi, le dirò di più: sono persino disposto a rinunciare alla presidenza di Forza Italia pur di guidare il nuovo partito. (da Libero, 29 novembre 2007)
    • Sono preoccupato per Ronaldo, bisogna mandarlo a Lourdes. (da La Gazzetta Sportiva, 2 dicembre 2007)
    • Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (citato in «Non torno indietro, piuttosto mi sfilo», Corriere della Sera, 11 dicembre 2007)
    • [Uno dei principi del nuovo partito sara' la] liberazione dall'oppressione della magistratura. Non vogliamo più oppressione giudiziaria. (da Berlusconi: Basta con l'oppressione della magistratura, in corriere.it, 15 dicembre 2007)
    • [Riferendosi a Calciopoli] L'avete capito o no che è stata tutta una montatura? Qualche club aveva influenza e l'ha fatta valere, e noi abbiamo perso qualche scudetto. (da repubblica.it, 17 dicembre 2007)

    2008 [modifica]

    • A Veltroni ho detto: sono il tuo Messia, ti libero dall'abbraccio mortale della sinistra. (dall'intervista di Marco Galluzzo, Berlusconi: «Riforme? Io aspetto Ma Walter metta d'accordo i suoi», Corriere della Sera, 9 gennaio 2008)
    • Stiamo pensando con Don Verzè a una nuova struttura che è già in costruzione a Verona per portare la durata della vita umana a 120 anni. (da Porta a Porta, 12 febbraio 2008)
    • Ritengo che il riconoscimento del diritto alla vita dal concepimento fino alla morte naturale sia un principio che le Nazioni Unite potrebbero fare proprio, esattamente come hanno fatto con la moratoria sulla pena di morte. (citato ne Il Foglio, 14 febbraio 2008, p. 3)
    • Mi sono battuto perché Biagi restasse in tv ma prevalse in lui il desiderio di essere liquidato con un compenso molto elevato. Avevo solo chiesto che non si facesse un uso criminale della rete pubblica. (citato da Ansa, 15 febbraio 2008)

    Impregilo.

     Si sente parlare molto in questo periodo di rifiuti, monnezza, politici.

    Poco invece si è sentito parlare della vera responsabile del mancato smaltimento dei rifiuti in campania, ossia la società che ha vinti l'appalto per la gestione totale dei rifiuti nella regione, la Impregilo. In preatica la Impregilo è responsabile della raccolta, della separazione, dello smaltimento e del ricavo di energia dalla spazzatura campana. Piccola introduzione sulla società:
    presidente di quesa multinazionale è Massimo Ponzellini, pupillo di Prodi dopo che il padre del Massimo, il cavaliere Del Lavoro Giulio Ponzellini, aveva adottato l'ex Presidente Del Consiglio ed avviato lo stesso agli studi universitari. Dopo una carriera non particolarmente brillante alla banca Europea per gli Investimenti, caratterizzata da perdite su investimenti troppo rischiosi, uso di intermediari in paradisi fiscali tipo Montecarlo, approda in seguito ad altre vicissitudini nel 2007 alla Impregilo, prendendo il posto di un altro illustre personaggio, dottor cesare Romiti, condannato in via definitiva per falso in bilancio (poi depenalizzato) e finanziamenti illeciti alla Fiat.
    La sede legale della società è a Sesto San Giovanni, in provincia di Milano, con capitale sociale di euro 716.614.496,00.
    Impregilo opera un pò in tutto il mondo, Asia, Africa, America e naturalmente Europa.
    La società si occupa principalmente di tre settori: 1)costruzioni, 2)impianti e 3)concessioni.
    1)Per quanto riguarda le costruzioni, prendo direttamente dal sito: "L'impresa opera a livello mondiale per la realizzazione di grandi opere infrastrutturali che contribuiscono allo sviluppo economico e sociale di molti Paesi. L'attività centrale del settore è oggi la costruzione di ferrovie, dighe e impianti idroelettrici, reti autostradali, stradali e metropolitane, oltre a opere marittime e lavori specializzati in sotterraneo." Tra i maggiori contratti, cito la costruzione del nuovo casinò municipale di Campione, le tratte ferroviarie di alta capacità Bologna-Firenze Novara-Milano, un impianto idroelettrico in Ecuador, una diga in Islanda, la tratta PRINCIPE-CARICAMENTO-LEGRAZIE della metropolitana di Genova, la tratta PIAZZA DANTE-CENTRO DIREZIONALE della linea 1 della metropolitana di Napoli, e soprattutto l'ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria tra i km 393 e 920, con pochi intervalli tra i due di non competenza.
    2)Sempre dal sito:"Questo settore opera in ambito ambientale, sia come impiantista, anche con il ruolo di general contractor, in particolare nel settore del trattamento acque (principalmente dissalazione di acqua di mare) e acque di scarico, trattamento fumi e rifiuti solidi (con incenerimento e recupero vapore), sia nella gestione e nei servizi, incluso la raccolta e lo stoccaggio di rifiuti solidi urbani, ospedalieri e industriali, la bonifica di aree contaminate, l'antiinquinamento marino e la protezione delle coste.
    A supporto delle sue attività opera un Centro di Ricerca e un Laboratorio equipaggiato con i più moderni strumenti e personale esperto ed altamente qualificato e sofisticate metodologie analitiche." TRa imaggiori impianti, si ricordano sue impianti di dissalazione negli Emirati Arabi e uno in Qatar.
    3)"Comprende i contratti riguardanti la costruzione e gestione di impianti e/o servizi in regime concessorio, quali ospedali, autostrade, trattamento e distribuzione di acqua potabile, ciclo completo "Waste to Power" di rifiuti urbani e non, impianti di produzione di Energia elettrica da fonti rinnovabile (idroelettrica, waste, biomasse, etc.)" Qui i contratti si fanno molto più inernzionali, con reti autostradali in Argentina, un inceneritore in Cina, ancora autostrade in Brasile, centri oncologici e radiologici in Gran Bretagna, adduzione e distribuzione di acqua potabile a buenos Aires, ma soprattutto RACCOLTA, TRATTAMENTO, E TERMOVALORIZZAZIONE (tradotto: incerimento) DI RIFIUTI SOLIDI URBANI NELLA REGIONE CAMPANIA.
    Qui si arriva al problema centrale, al vero scandalo di questa società: l'appalto indetto nel 1998 è stato vinto dalla Impregilo perchè i tempi di creazione di inceneritori e discariche erano più brevi rispetto ad altri concorrenti, mentre la qualità del servizio era nettamente più bassa. Perchè affidare la soluzione di uno stato di crisi definito tale a partire dal 1994 (e non da due anni, cari berlusconiani) ad una società che non garantisce le migliori prestazioni, ma de tempi più brevi che non possono servire a nulla se non accompagnati da una qualità adeguata?
    I risultati erano pressochè scontati; di seguito riporto un articolo del Sole 24 Ore che renderà molo concreta la questione:
    4 agosto 2007

    "È iniziato venerdì, con una prima tranche da 90 milioni di euro, il sequestro dei conti correnti nei confronti di Impregilo deciso dal tribunale di Napoli nell'ambito delle indagini sui rifiuti in Campania. Intanto cresce l'attenzione della Consob sulla vicenda e per lunedì prossimo, 6 agosto, sono stati convocati d'urgenza i vertici del gruppo, con in testa il presidente Massimo Ponzellini e il neo amministratore delegato Alberto Rubegni.

    Venerdì il titolo della società era stato sospeso dalla seduta di Piazza Affari in attesa che arrivassero comunicazioni ufficiali, ma la tensione sul mercato non ha accennato a diminuire, anche perché il provedimento mette a rischio l'operatività e la stessa sopravvivenza del primo gruppo italiano del settore dell'edilizia e delle grandi opere. Il titolo infatti stava già cedendo il 2% confermando il trend negativo iniziato a giugno con l'inizio delle indagini sulla gestione dei rifiuti in Campania.

    Il provvedimento di sequestro era stato emesso lo scorso 26 giugno dal giudice per le indagini preliminari di Napoli che aveva disposto un sequestro totale di circa 750 milioni di euro ritenuti profitti ileciti ottenuti in cambio di servizi promessi e mai effettuati. Successivamente è arrivata anche la conferma del provvedimento da parte del Tribunale del Riesame che aveva respinto il ricorso di Impregilo. Il sequestro è stato eseguito dalla Guardia di Finanza, al momento, per circa 90 milioni su vari conti correnti bancari di Impregilo e delle controllate Fisia Italimpianti, Fibe e Fibe Campania. L'ipotesi di reato formulata nell'inchiesta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo è la truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato, contestata al governatore della Campania ed ex commissario straordinario per i rifiuti, Antonio Bassolino (Ds) e a Piergiorgio Romiti, ex amministratore delegato di Impregilo.

    Il gruppo di Sesto San Giovanni ha già dato incarico ai propri legali di impugnare il provvedimento di sequestro dinanzi alla Corte di Cassazione non appena verranno rese note le motivazioni. Nel frattempo è stata chiesta la revoca parziale al Gip, perché «convalidare il sequestro significa applicare la pena di morte come misura cautelare», ha spiegato a Repubblica l'avvocato Alfonso Maria Stille.

    La partita si gioca ora su due fronti. Oltre a quello giudiziario c'è anche quello industriale ed è sotto questo profilo che la società dovrà rispondere alle domande della Consob. I vertici di Impregilo saranno sentiti lunedì dalla commissione presieduta da Lamberto Cardia che chiederà lumi sulla situazione che si è venuta a verificare in Campania in concomitanza all'emergenza rifiuti. Se è vero però che si tratta di una convocazione d'urgenza è anche vero la decisione di incontrare il gruppo è precedente al provvedimento eseguito venerdì

    La Consob ha fatto sapere che l'obiettivo di lunedì sarà quello di verificare come il sequestro dei 90 milioni di euro impatterà (in prospettiva) sullo sviluppo del piano industriale e più immediatemente sui conti semestrali che verranno approvati dal cda del gruppo il prossimo 11 settembre. La situazione preoccupa molto il mercato che teme difficoltà crescenti per la gestione ordinaria del gruppo a cominciare dal pagamento degli stipendi. Per il momento non ne parla nessuno, ma lo spettro che aleggia sul management di Impregilo è che dopo il maxi sequesto venga messa a rischio la continuità aziendale.

    Impregilo ha gestito per sette anni il ciclo integrato dei rifiuti della Campania, provando a risolvere un emergenza vecchia di decenni. Fibe e Fibe Campania, però, sono nate nel 1998 a seguito della vincita, da parte di Impregilo, della gara d'appalto per la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in Campania. La prima delle due società aveva il compito di curare lo smaltimento in Provincia di Napoli, la seconda nel resto della Campania mentre una terza impresa del gruppo, Fisia Italimpianti, avrebbe costruito i due termovalorizzatori e i sette impianti di produzione Cdr (combustibile da rifiuti) previsti dal Piano regionale di gestione.

    Lo snodo chiave è datato maggio 2004, quando la Procura partenopea dispone il sequestro per le sette strutture, prescrivendo alcune modifiche finalizzate a migliorare la qualità delle ecoballe che vi venivano confezionate. E il 18 agosto dello stesso anno la magistratura campana rileva che la società in questione «non ha provveduto alle prescrizioni». Fibe e Fisia a quel punto presentano ai magistrati un programma di interventi, prospettando di concludere le modifiche a novembre.

    Il Decreto del governo 245 del 20 novembre 2005, convertito poi in legge il 27 gennaio 2006, fissa un termine sulle responsabilità del gruppo Impregilo. Da quel momento solo curatore dei servizi per conto del Commissariato in attesa che una gara europea (bandita due volte e mai giunta a compimento) affidi l'appalto ad un altro gestore. Lo scorso 27 giugno l'ultimo colpo di scena: la Procura di Napoli ottiene dal Tribunale il sequestro di beni mobili per 750,4 milioni e un anno di interdizione nei rapporti con la pubblica amministrazione in materia di smaltimento nei confronti delle società Impregilo."

    Per chiarire ulteriormente il discorso, riporto da Wikipedia:

    "Il 27 giugno 2007 la Commissione Europea ha avviato una procedura d'infrazione contro l'Italia per la crisi cronica dei rifiuti che coinvolge Napoli e il resto della regione Campania[11].

    Il 31 luglio 2007 la Procura della Repubblica di Napoli ha depositato le richieste di rinvio a giudizio per gran parte degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sull'emergenza rifiuti in Campania, ipotizzando i reati di truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture, falso ed abuso d'ufficio a carico di 28 imputati tra cui Antonio Bassolino, già Commissario Straordinario ed attuale Presidente della Regione Campania, insieme ai suoi collaboratori diretti (il sub commissario Giulio Facchi ed il vice commissario Raffaele Vanoli) nonché Piergiorgio Romiti e Paolo Romiti, vertici della Impregilo(affidataria dell'appalto dello smaltimento dei rifiuti), le società Impregilo, Fibe, Fisia, Italia Impianti, Fibe Campania e Gestione Napoli. In particolare le imprese affidatarie dell'appalto sono accusate dalla Procura di Napoli di non aver rispettato il contratto di smaltimento di rifiuti avendo prodotto ecoballe di cdr scadente e progettato termovalorizzatori non idonei; tali irregolarità, inoltre, sarebbero state possibili per la complicità e connivenza del commissariato per l'emergenza che non avrebbe effettuato i controlli previsti: le ecoballe non possono essere bruciate rispettando la normativa ambientale sui fumi e sono stoccate in aree prive delle necessarie misure di sicurezza per l'ambiente; anche la frazione umida prodotta dagli impianti non è nelle specifiche perché non subisce un trattamento sufficiente a renderla biologicamente non pericolosa tant'è che, preso atto di ciò, adesso il Commissariato Straordinario ne dispone comunque, all’uscita dall’impianto, l'invio a discarica[12]."

    La commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti ha indagato sulle attività illecite ad esso connesse in Campania concludendo che:[20]

    Collabora a Wikiquote « La criminalità organizzata di stampo camorristico continua ad intervenire in maniera diretta sui traffici illeciti di rifiuti, lucrando notevoli somme di denaro: si tratta di un'affermazione che ha avuto una corale evidenza nel corso delle audizioni e che quindi va assunta in questa relazione. Del resto, sono stati anche i collaboratori di giustizia a illustrare a questa Commissione lo schema di intervento della camorra, nonché una versione storicizzata dei fatti. La criminalità organizzata si pone come terminale del traffico, nel senso che assicura il territorio ove smaltire illecitamente i rifiuti: può fare ciò perché è la camorra stessa a controllare e gestire ogni metro quadro di ampie aree del territorio campano. In particolare la provincia di Caserta presenta zone controllate manu militari dalla criminalità organizzata, che addirittura organizza staffette per pattugliare le strade e attua attività di controllo sulle macchine non conosciute che transitano per quelle vie. »

     
    March 07

    Bidogno di esprimersi oggi.

    La gente ha sempre avuto il bisogno di mostrare al mondo la sua personalità, i suoi pensieri, le sue emozioni.
    Ciò si può tradurre nell'arte, nella musica, nella scrittura, nel cinema.
    Oggi, con i ritmi che la società, ci impone lo spazio per esprimersi diventa sempre più ridotto, i tempi si restringono, come lo spazio per se stessi.
    Noto che i metodi usati per sopperire a queste mancanze sono innanzitutto l'abbigliamento..mi spiego:in particolare per quelle persone che desiderano manifestare una sorta di protesta verso il mondo attuale, globalizzato e retto da leggi economiche pressanti, un abbigliamento trasgressivo e fuori dal comune è il mezzo migliore per ESPIMERE questo sentimento. A ciò si aggiunge il fatto che ad un determinati modo di vestirsi spesso corrisponde una particolare ideologia, un tipo di musica, un modo di vedere la vita. Questa comunione di priorità serve soprattutto ai giovani per sentirsi accettati da una parte della società che accoglie e condivide il suo pensiero.
    Talvolta ciò può sfociare nel pregiudizio verso la società in generale, pensando cioè che tutto ciò che non è diverso è male, sbagliando.
    riprendendo il discorso iniziale, accolgo con piacere la crescita del numero dei blog personali su Internet. Premessa: alcun blog potranno semb rare sdolcinati, stupidi, inutili per tutti noi, e queste sono opinioni personali. Ma io penso che la ossibilità per un adolescente, un universitario, un genitore, di avere un proprio spazo dove sfogarsi e da presentare al mondo come suo sia molto importante. Bidogno di esprimersi, perchè da sempre sentiamo la necessità di parlare di noi stessi, dei nostri problemi, e di quello che pensiamo della gente. Notate poi come in alcuni blog si percepisca un intenso lavoro che sta dietro alle scelte di colore, sfondi, foto, video, caratteri.
    Ulteriore mezzo di espressione è il murales, fenomeno che si sviluppa principalmente nelle metropoli. Chiedendomi perchè, mi sono accorto che il murale può essere interpretato, e probabilmente deve, come mezzo di evasione dal mondo attuale e come espressione di diversità, vivacità, a volte ribellione.
    ALtri aspetti della questione saranno trattati più avanti.. eun discorso lunghissimo e purtroppo sempre ù di attualità..
     
     
    March 04

    Riflessione sul successo di silvio Berlusconi

    Da molto tempo cerco di capire le motivazioni che spingono una persona a votare il Cavaliere.
    Provo a fare un bilancio:
    il successo deriva principalmente da due fattori: ciò che una persona fa nella propria vita e l'impatto che la stessa ha sul resto della società.
    Per quanto riguarda il nostro problema ci limitiamo al periodo che va dalla discesa in campo a, purtroppo, oggi. Inoltre preniamo in considerazione solo il secondo aspetto del successo, poichè sul primo ci sarebbe da fare un discorso più o meno infinito.
    Berlusconi conosce a fondo il mondo del marketing e della pubblicità, per questo agisce sponsorizzando giorno per giorno se stesso e la sua attività di politico.
    Come ben saprete l'immagine nel mondo della pubblicità è fondamentale, vale a dire che il consumatore molto spesso si basa sul primo impatto, su un dato aspetto del prodotto che risalta particolarmente ai suoi occhi. La stessa cosa vale per Berlusconi: curare la propria immagine significa trasmettere interesse e impressione positiva sul consumatore, che in questo caso è il cittadino che vota: una buona facciata significa buon prodotto, garanzia di qualità e sicurezza. Inoltre la presentazione dello stesso è sempre la stessa: grazie alle magie della chirurgia plastica, il Cavaliere riesce ad avere un aspetto che nel corso deegli anni sembra non mutare. Confrontate una sua foto del '94 ed una di adesso: le differenze sono poche, gli anni non sembrano passare. Conseguenza: l'italiano si abitua ad avere un prodotto che col trascorrere del tempo non invecchia, non si deteriora, non cambia. Così l'elettore trova quella sicurezza di poter fare affidamento su un uomo apparentemente immortale, sempre presente, nelle fattezze e nei modi di fare. Immagine apparentemente vincente, quindi immagine sicura.
    Berlusconi riesce ad avere inoltre il ruolo di leader e di guida verso numerose persone grazie al suo approccio verso il mondo esterno: immagine sorridente, passo deciso, mai un'incertezza. Oltre a ciò si aggiunge la sua capacità retorica: aizzare la folla, usare toni prorompenti, gesti decisi e pugno chiuso: questo è ciò di cui gli italiani hanno bisogno, di qualcuno che si mostri disposto a combattere con i fatti così come combatte con le parole. Provate a guardare i  discorsi di Mussolini, Hitler, Che Guevara :le tecniche di seduzione di massa sono le stesse.
    Terzo aspetto: ciò che la gente vuole sentirsi dire. Quest'uomo è in grado di cogliere alcuni stereotipi della società italiana, farli suoi, e usarli come campagna elettorale. Il topos dell'uomo fatto da sè, partito dal basso e arrivato dove é arrivato grazie unicamente alle sue capacità personali; il comunismo come minaccia costante del pianeta; i bisogni di ognuno, come pagare meno tasse, essere più sereni, vivere meglio...
    ULtimo per adesso aspetto: l'uso delle parole. Una per tutte: "libertà". Chi non vuole la libertà? Ciascuno di noi non vivrebbe senza? Concetto troppo generale ma semplice da capire ed afferrare, che arriva a tutta la gamma di elettori e che chiaramente ha un impatto positivo sul pubblico.
    a questi elementi potrebbero aggiungersene altri, chi ne ha di migliori non si faccia problemi a dirli a tutti quanti.
    Anzi, magari ci aiuta a entrare ancora più a fondo nella mente di uno dei più grandi impostori della storia italiana.